FC Lugano vs FC Schaffhausen, venerdì 12 gennaio 2024" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2024/01/20240112_145110_0000.jpg" alt="FC Lugano vs FC Schaffhausen, venerdì 12 gennaio 2024" width="900" height="600" /> Soddisfazione per atteggiamento e attitudine, ma dispiacere per l’infortunio a Ignacio Aliseda
La rete in extremis di Shkëlqim Vladi (90′ +1′) decide la sfida amichevole tra Lugano e Sciaffusa e, nel contempo, sblocca l’attacco bianconero, a segno per la prima volta nella propria preparazione invernale
Qualche istante dopo il triplice fischio finale della direttrice di gara ticinese Simona Ghisletta, il tecnico luganese Mattia Croci-Torti analizza quanto osservato all’interno del rettangolo verde principale dello Stadio di Cornaredo, non tralasciando dichiarazioni sui singoli e sull’ennesimo infortunio occorso a Ignacio Aliseda:
«È arrivato il primo gol dopo centottanta minuti, ma l’importante era vedere un buon atteggiamento e l’attitudine giusta. Fino alla fine la squadra ha cercato di segnare. Poi, non siamo stati brillanti e lucidi negli ultimi venticinque metri. Trovare la rete era anche un obiettivo per questa sfida, ma anche se non fosse arrivata non sarebbe stato un dramma. Ciò che contava era la voglia di segnare, di tenere la palla e di dominare gli avversari. Sotto tanti aspetti sono contento. È normale che non è adesso che dobbiamo essere brillanti, perché dovremo esserlo fra dieci giorni. Ora, diminuiremo i carichi di lavoro e cercheremo di trovare la ludicità e la brillantezza che è mancata sotto porta.
Le amichevoli lasciano il tempo che trovano. Vincere, tuttavia, aiuta sempre e ci consente di allenarci con il sorriso il giorno dopo. Chi segna arriva sempre più motivato. Da una vittoria arrivano tante energie positive. L’importante era anche non incassare reti, perché non è stato bello quattro gol con il Genk, anche se i belgi sono una formazione completamente diversa dallo Sciaffusa. Prendiamo gli aspetti positivi e la volontà che c’è stata contro i gialloneri, così come al ritorno degli infortunati che hanno disputato quarantacinque minuti. È una lunga salita. Piano piano ci stiamo entrando e dobbiamo farci trovare pronti e preparati per cercare di partire con il piede giusto la prossima settimana (con lo Stade Lausanne Ouchy, ndr).
Ignacio Aliseda? Faccio obiettivamente fatica a dire qualcosa, perché è uscito dal campo dolorante. Si stava preparando bene, iniziando dal campo di allenamento in Spagna. Vederlo uscire dopo venticinque minuti fa male. L’anno scorso, che doveva essere quello della sua consacrazione, lo abbiamo avuto titolare per sole due partite. Doveva trascinarci dopo quello che aveva fatto in precedenza. Purtroppo, non è così e credo che non lo sarà per un po’ di tempo. Adesso, dobbiamo capire il da farsi.
Altri pensieri? Prima di parlarne, devo effettivamente vedere cosa è successo. Sicuramente, i carichi di lavoro sono stati pesanti. Contro lo Sciaffusa era giusto farlo giocare quarantacinque minuti dopo la mezz’ora con il Genk. Quel che è accaduto non era da programma.
L’assenza di Renato Steffen? Nell’ultima azione dell’allenamento si era scontrato fortuitamente e duramente con Šerif Berbić (ginocchiata). Non era il caso di rischiarlo.
Il mercato? Siamo vigili a quantto sta accadendo con Allan Arigoni (in procinto di congedersi in direzione Chicago, ndr), attualmente ancora un giocatore dell’FC Lugano. Prima di parlare di un altro giocatore, vedremo cosa accadrà con lui. Se andrà via, sappiamo che dovremo agire di conseguenza.
Ousmane Doumbia? L’ultima partita ufficiale che ha giocato risale a ottobre, due mesi e mezzo fa dunque. Sembra quasi che sia tornato da un infortunio. Volevo tenerlo in campo novanta minuti ed era previsto che nella prima frazione giocasse come terzino, controllando il gioco e correndo di meno, e nella seconda giostrasse più avanti. Era una scelta concordata. Sappiamo che lui può ricoprire più ruoli. Se succede qualcosa a Jhon Espinoza, non abbiamo nessun’opzione. L’ho visto bene fisicamente, ma ciò che contava era ritrovarlo come uomo. Lui è una persona positiva, che fa bene al gruppo. Siamo molto contenti di riaverlo con noi».
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