FC Lugano, Mattia Croci-Torti nel post-partita: «Ci è mancato l’attimo fuggente. Peccato, ma non si può subire gol nella stessa maniera»

scritto da Claudio Paronitti
Mattia Croci-Torti

Mattia Croci-Torti

Impegnato davanti al pubblico amico di Cornaredo, il Lugano ha scritto la parola fine a un assai intenso «tour de force» con una sconfitta di misura al cospetto del Servette

Qualche istante dopo il triplice fischio finale del direttore di gara zurighese Sandro Schärer, mister Mattia Croci-Torti si presenta come suo solito in sala stampa per analizzare quanto osservato nei precedenti novanta minuti. Ecco, di seguito, le sue sensazioni «a caldo»:

«Non avevo la sensazione che potessimo perdere questa partita. Non sono arabbiato con l’attitudine dei giocatori, non meritavano di perdere. Il problema è che non siamo stati così efficienti negli ultimi venti metri. Prima della partita, abbiamo avuto le defezioni di Mattia Bottani e Shkëlqim Vladi e durante la partita sono sopraggiunti due infortuni. Sono un po’ dispiaciuto, perché ci è mancata la brillantezza negli ultimi venticinque metri e oggi, onestamente, abbiamo fatto più fatica del solito.

Di rimpianti ce ne sono sempre, poiché prepari la partita in una determinata maniera e poi va a finire così. Avevamo sicuramente una panchina migliore della loro, ma non siamo però riusciti a mettere in campo tutte le forze fresche che avevamo a dispiosizione. Oggi, chi è entrato si è dato da fare. C’era della stanchezza, su ambo i fronti. Loro sono stati bravi a farci gol su un cross come nostro solito. Non è possibile subìre nove gol su dodici nella stessa maniera. Facciamo crossare troppo facilmente l’avversario. Sappiamo che dobbiamo migliorare come squadra. Non è il singolo ad aver commesso l’errore ma l’intera squadra. Nelle prossime due settimane lavoreremo per far sì che in futuro non capitino più.

Vincere con i granata sarebbe stato uno spunto in più per i prossimi appuntamenti. Dopo le sfide europee, è alresì vero che in campionato abbiamo sempre perso. Dopo le fatiche del giovedì sera non riusciamo ancora a portare a casa una partita. Pertanto, è troppo importante avere una rosa lunga.

Žan Celar? Anche lui ha pagato la stanchezza di tutte queste partite. Non ha avuto vita facile, anche perché non siamo riusciti a supportarlo a dovere. Loro hanno però giocato basso, non pressandoci oltre la nostra metà campo. Non siamo stati bravi a trovare l’attimo fuggente. Niente testa bassa, però. Bisognerà lavorare a testa alta. Peccato.

La partita l’abbiamo fatta, non subendo il gioco del Servette. Quello che è mancato è la brillantezza nella “zona-tre”. Prendevamo sempre decisioni troppo lente, concedendo nel contempo solamente ripartenze.

Su Martim Marques credo che i tifosi si siano tolti tutti i dubbi dopo la trasferta di Winterthur. Può essere ancora più forte, offensivamente anche più cattivo. È un ragazzo da tenere in considerazione. Mohamed Belhadj ha invece proposto una partita di sostanza ed è quello che ci si aspettiamo da lui. Non avendo giocato a Istanbul, era il più fresco di tutti. Steven Deana, infine, è un portiere affidabile, su cui nessuno ha mai avuto un pensiero negativo da quando è arrivato. Per la seconda volta si è fatto trovare pronto».

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