
Superando per tre a zero il Neuchâtel Xamax nella sesta e ultima amichevole invernale, il Lugano ha chiuso il ciclo preparatorio con tre vittorie, un pareggio e due sconfitte
Qualche istante dopo il triplice fischio finale di Luca Piccolo, il tecnico bianconero Mattia Croci-Torti ha analizzato il confronto di Cornaredo con i neocastellani e più in generale la preparazione durata quasi due mesi e divisa in due tronconi.
***
«Sono contento dell’ultimo periodo, abbiamo preso zero gol nelle ultime due partite ed era quello che avevo chiesto alla squadra. Non ci ha fatto per nulla piacere incassare tante reti (13 tra Fiorentina e St. Pauli), ma sapevamo in quali condizioni le avevamo subìte. Non c’era da preoccuparsi, ma dovevamo reagire. Contro Piast Gliwice e Neuchâtel Xamax è stato fatto, come lo si è fatto negli ultimi anni e siamo positivi anche perché, nonostante le assenze, ho visto delle belle giocate.
Tutti questi test-match sono serviti per mettere minuti nelle gambe dei giocatori a disposizione. Sappiamo che dobbiamo confrontarci con gli infortuni di Hicham Mahou e Amir Saipi. Tutti gli altri cerchiamo di recuperarli e vediamo come farlo nel modo migliore. Renato Steffen era assente per un buon motivo: la sera prima gli è nata la terza figlia e da martedì tornerà in gruppo. Non so se dall’inizio o a partita in corso, ma a Sion siamo sicuri che ci darà una grande mano.
Amir Saipi? L’infortunio muscolare, una volta arrivato a Lugano, è risultato più grave del previsto. Stiamo cercando di effettuare le giuste analisi e poi vediamo come saranno i tempi di recupero. Fabio Daprelà non l’ho voluto rischiare con i neocastellani. Avendo Milton Valenzuela squalificato per la sfida del Tourbillon, era meglio averlo al 100% e non forzarlo. Chiudiamo un percorso di lavoro di dodici giorni filati con tanti doppi allenamenti alle spalle. C’era qualcuno più stanco degli altri, come Fabio. E per questo non è sceso in campo. Uran Bislimi ha dal canto suo lavorato molto bene qui a Lugano mentre il resto dei compagni era in ritiro in Spagna e l’ho ritrovato bene e da martedì rientrerà in gruppo.
Il mercato? A oggi abbiamo ventidue giocatori e possiamo contare pienamente su un giocatore recuperato come Roman Macek o un altro come Mickaël Facchinetti. Onestamente, spero che tutti si stiano rendendo conto che Ignacio Aliseda sta facendo di tutto per rendersi protagonista con questa squadra. La mia speranza è che sia lui il vero acquisto del gruppo. È molto in forma, ma è un giocatore che è stato in forma per poco tempo in precedenza. Ha doti che pochi hanno. Si è messo in testa che deve lavorare e ha fatto tutto lui. Noi lo abbiamo spronato, ma la scintilla è partita da lui. Nel calcio di oggi, bisogna essere capaci di saper fare la fase difensiva al cento per cento. Per quanto riguarda Mohamed El Amine Amoura, ci è voluto un po’ di tempo, ma ora sta imparando sempre più velocemente quel che c’è da fare laddietro per poi far male davanti.
Lukas Mai è un calciatore che ha la nostra completa fiducia. Con i rossoneri ha giocato con un quartetto inedito, con Jhon Espinoza che ha disputato una gara in un ruolo inedito. Si è vista la voglia che aveva di duellare e di mostrare le sue qualità. È stato saltato poche volte e difensivamente si è visto che è già pronto. La nostra rosa è fatta di elementi rapidi che sanno come ripartire. La differenza di categoria si vede anche in queste cose. Ciò che mi è piaciutè è stata la gestione del secondo tempo. Nonostante fosse una partita a sé, trattandosi di un’amichevole, era importante chiudere in maniera positiva. L’anno scorsom, prima di andare a Berna con lo Young Boys, avevamo battuto il Vaduz. Contro i ragazzi di Jeff Saibene valeva lo stesso concetto: vincere aiuta a vincere e a lavorare bene. Per questo siamo contenti».
