FC Lugano, le pagelle della finale: Anto Grgić poco appariscente ma un regista «educato», l’attacco titolare delude assai su tutta la linea

Servette FC vs FC Lugano, domenica 2 giugno 2024

Il Lugano è uscito sconfitto dalla sfida che lo ha opposto al Servette

Il terzo atto conclusivo di fila di Helvetia Coppa Svizzera del Lugano è terminato con la seconda battuta d’arresto filata dopo quella della scorsa stagione con lo Young Boys

Alla conclusione della sfida con il Servette, come accaduto nelle occasioni precedenti concernenti la prima squadra bianconera, siamo pronti a proporvi le valutazioni sugli elementi della rosa in campo nella capitale federale. Ecco, di seguito, le nostre pagelle.

Amir Saipi – 4,5 – i granata fanno la partita, ma ci mettono un po’ a mettere in ambasce il portierone bianconero, protagonista assoluto in due occasioni su Dereck Kutesa e Bradley Mazikou. Fa correre diversi brividi ai suoi sostenitori con qualche uscita alta imprecisa.

Ousmane Doumbia – 3,5 – fatica tremendamente e patisce la presenza di Dereck Kutesa. Non è al meglio della condizione fisica e lo si nota lungo tutto l’arco di una sfida che lo vede commettere degli errori che di solito non dà a vedere. Migliora con il passare del tempo, ma fa troppo poco per una sufficienza.

Lukas Mai – 4 – per l’intera sfida è praticamente impeccabile. Poi, nella serie finale dei calci di rigore ne mette a segno uno e ne fallisce un altro (quello decisivo che consegna la Coppa Svizzera nelle mani del Servette). Gioca come un gladiatore con un’arcata sopraccigliare malandata e bisogna dargliene atto.

Albian Hajdari – 4 – meno sicuro del solito in fase di impostazione e in copertura, tanto che si prende immediatamente un cartellino giallo. Ciò non gli impedisce tuttavia di fornire un discreto contributo alla causa. Sicuro nel trasformare il suo penalty.

Milton Valenzuela – 4 – le sgroppate offensive a cui eravamo abituati faticano a vedersi con costanza. Si limita più che altro a difendere e a provare a contenere un Miroslav Stevanović che non gli dà un attimo di tregua.

Renato Steffen – 3,5 – dà l’impressione di voler fare ma di non riuscire nell’intento. Una performance tutt’altro che esaltante viene offuscata dal secondo dei tre «match point» falliti dai ticinesi nella sequenza finale dei tiri dal dischetto.

Mohamed Belhadj3,5 – come al solito, affronta ogni avversario e qualunque situazione di gioco con una grinta immensa. La sua partita è praticamente tutta così, a lottare su tutti i palloni possibili, senza tuttavia riuscire a cavare un ragno dal buco.

(68′ Jonathan Sabbatini – 4 – era il quinto rigorista designato per concludere una carriera in bianconero con il botto e invece il suo errore è il primo di una serie di quattro finali che condannano il Lugano alla seconda sconfitta consecutiva all’atto conclusivo)

Anto Grgić – 5 – è un regista dai piedi educatissimi (ma questo già lo si sapeva). Lo si nota poco in campo, poiché tutt’altro che appariscente. Il lavoro che porta a termine è essenziale per gestire la zona mediana del terreno di gioco. L’ex-Sion infonde calma e sicurezza al resto della truppa.

Uran Bislimi – 3 – prestazione altamente negativa per il #25, forte candidato a rientrare nella lista definitiva dei 26 che Murat Yakın porterà con sé in Germania per i Campionati Europei. Fatica assai a rendersi pericoloso, non riuscendo mai a dare quell’impulso che ci si attende da lui.

(85′ Hicham Mahou – 3,5 – pasticcia parecchio con il pallone tra i piedi e, nell’unica occasione che riesce a sgusciare a Bradley Mazikou, esegue un cross troppo potente per permettere a Ignacio Aliseda di compiere una girata vincente. Impeccabile, ad ogni modo, sul suo penalty)

Žan Celar – 3 – viene servito poco (e male) dai compagni di squadra e deve provare così a fare continuamente a «sportellate» con Steve Rouiller e Yoan Severin. Mai nel vivo del gioco, viene sostituito dopo dieci minuti della ripresa, chiedendo poi lumi a Mattia Croci-Torti sui motivi di tale cambio.

(55′ Shkëlqim Vladi – 3,5 – pronti, via e a qualche istante dalla sua entrata in campo ha la chance di assistere i compagni a ritroso. Si infortuna nel finale dei tempi regolamentari e lascia il terreno in avvio di extra-time)

(91′ Yanis Cimignani – 4 – solo i tempi supplementari per il talento transalpino, che prova a infiammare la manovra dei suoi. Il calcio di rigore che mette a segno all’incrocio dei pali conferma le sue qualità balistiche)

Mattia Bottani – 3 – poteva essere la sua partita, con la fascia di capitano sul braccio. E invece, sembra appannato come il resto della squadra. Il confronto gli scivola davanti senza che lui possa proporre quel che più sa fare. Prova una sola volta la conclusione, che si spegne abbondantemente a lato.

(68′ Ignacio Aliseda – 4,5 – in cinquanta minuti e poco più mostra di voler «spaccare» il mondo. )

Mattia Croci-Torti – 4 – il secondo kappaò filato in Helvetia Coppa Svizzera giunge al termine di una sfida complicata in cui i suoi protetti faticano a rispondere alla freschezza e alla solidità del Servette. Peccato, poteva essere la ciliegina sulla torta di una stagione fantastica e per molti versi impensabile.

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