
In quella che, in altri Paesi adiacenti e non al nostro, sarebbe una sfida che decide il campione dei campioni attraverso la Supercoppa nazionale, Lugano e Zurigo non hanno badato al risparmio, affrontandosi a viso aperto e dando vita a un incontro molto interessante, corretto e con una serie di occasioni incredibili
Dopo l’annunciato giro di pista con l’Helvetia Coppa Svizzera passata di mano in mano tra tutti i giocatori, la scena iniziale se la sono presa i prossimi partenti, da Numa Lavanchy a Olivier Custodio, da Yuri Silva a Sandi Lovrić e Noam Baumann per terminare con il «totem» del gruppo, il 38enne Mijat Marić. In seguito, la partita ha preso avvio con una concentrazione che ha rasentato la perfezione nelle menti di ogni elemento della rosa. Nessuno è sceso in campo solamente per «onor di firma», ma ha regalato ai 5’093 presenti sotto le volte dello Stadio di Cornaredo un’altra serata da inserire nel libro dei ricordi di questa favolosa stagione. Alla quale manca ancora un turno, domenica a Basilea contro l’ex Guillermo Abascal, che probabilmente guiderà i renani per l’ultima volta.
La festa per la conquista del trofeo a eliminazione diretta è stata la «chiave di volta» per continuare a vivere una serie impressionante di emozioni. L’attesa durata quasi un trentennio è stata il fattore scatenante. E poco importa se non si potrà raggiungere il gradino più basso del podio. Questo gruppo, partito in sordina, ha mostra un lato che nessuno dimenticherà. Sia dal punto di vista umano che professionistico. Tutti sono stati esemplari in comportamento, attitudine e atteggiamento. Anche quando le cose non andavano come ci si aspettava, nessuno ha fatto drammi o creato qualsivoglia e inutile polemica. Ognuno ha continuato a remare «dritto per dritto» per il bene della squadra. È questo l’atout principale in possesso dei ragazzi di mister Mattia Croci-Torti. Da lunedì, questo gruppo perderà diverse pedine importanti. Fa parte del gioco e del mercato, che consegnerà senza ombra di dubbio al «Crus» una rosa competitiva in vista della prossima intensa stagione agonistica. Intanto, c’è un ultimo ostacolo da superare. Per chiudere con gioia e in bellezza un’annata fantasmagorica.
