FC Lugano, l’analisi post-Zurigo: Stefano Guidotti e quei gol tanto pesanti quanto importanti e assolutamente mai banali

Grazie al punto conquistato sul scivoloso terreno confederato del Letzigrund, il Lugano ha portato a dieci (undici considerata l’Helvetia Coppa Svizzera) il numero di partite da cui è uscito imbattuto

Il due a due su suolo tigurino è tanto prezioso per la classifica e per il morale, in quanto ottenuto in inferiorità numerica e quanto tutto pareva irrimediabile, quanto fondamentale per tutto ciò che ruota attorno al progetto bianconero. E non è un caso se a regalare il pareggio che tanto sa di vittoria sia stato Stefano Guidotti, 21enne talento di casa del reparto di mezzo che si sta facendo valere tra i grandi. Già a metà luglio si era tolto lo sfizio di riagganciare il Thun, consentendo anche in quell’occasione di ottenere un punto. I suoi gol si rivelano dunque pesanti e di un certo valore. La caparbietà e la diligenza, oltre a comportamento ineccepibile, del giovane calciatore ticinese sono gli atout principali che vengono apprezzati da staff tecnico, compagni di squadra e tifosi.

L’aver mantenuto in vita la striscia positiva fa inoltre piacere non solo perché si è raggiunta la doppia cifra di imbattibilità in Raiffeisen Super League, ma anche per il modo in cui si è usciti con un sorriso grande così dal Letzigrund. La prestazione fornita dall’intera squadra ha confermato che gli undici in campo giocano come un’unica unità che sa il fatto suo. Ogni tanto, qualche errore di posizionamento si è registrato, ma la forza e la volontà con la quale ci si aiuta sono due fattori da invidiare a Jonathan Sabbatini e compagni. Proprio il capitano è rimasto vittima dell’esuberanza del direttore di gara Stefan Horisberger, il quale ha punito con troppa severità il centrocampista italo-uruguaiano, inguaiando i suoi compagni e costringendoli a giostrare in inferiorità numerica per gli ultimi quaranta minuti. Alla fine, però, tutti sappiamo come è andata. Quindi, la domanda che si può porre è: cosa sarebbe successo se l’arbitro bernese fosse stato più umano e i bianconeri avessero continuato a giocare in undici contro undici per tutto l’incontro?

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