Reduce da tre partite senza gioie, in cui ha accumulato un misero bottino di due punti, il Lugano è uscito dal Wankdorf di Berna «risorgendo» d’incanto e nella migliore maniera possibile come l’Araba Fenice
Poteva essere una gara scontata. Poteva chiudersi con l’ennesimo successo dello Young Boys. Poteva arrivare la seconda sconfitta in match ufficiali del 2023. E invece, i ragazzi bianconeri hanno affrontato la capolista, forse anche sorprendendola, con un atteggiamento che si vede solamente nelle difficoltà. E questa volta le asperità erano numerose, specialmente per quanto concerne il reparto arretrato, privo degli infortunati Allan Arigoni, Jhon Espinoza, Mickaël Facchinetti e Lukas Mai. Ufficialmente, i difensori a disposizione erano i soli Fabio Daprelà, Kreshnik Hajrizi e Milton Valenzuela, oltre ai giovani Noah De Queiroz e Fabian Stöber (portati in panchina, scaldatisi ma non entrati in campo). Per questo motivo particolare, Ousmane Doumbia si è dovutoo reinventare terzino destro, un ruolo svolto più che egregiamente come lui solo sa fare.
Il nuovo modulo adottato da mister Mattia Croci-Torti, uno speciale 3-4-3, avrebbe potuto essere «l’inizio della fine» per la banda ticinese, riuscita a sopperire alle assenze con una performance di gruppo e singola di assoluta quantità e qualità. I dati statistici, che vi riporteremo più tardi con il consueto articolo dedicato, raccontano di una squadra che non ha tremato di fronte a un avversario che negli ultimi 180 minuti davanti al pubblico amico aveva messo a segno la bellezza di dieci reti, incassandone solamente due. Un paio di numeri rilevanti ve li anticipiamo: 14 tiri complessivi contro 10, 420 passaggi totali contro 410 e 24 calci di punizione a favore contro i soli 9 fischiati ai gialloneri. Saranno solamente statistiche, ma proponendole costantemente ogni fine settimana ci si potrà togliere delle enormi soddisfazioni.
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