
La «partita speciale» di questo primo scorcio del nuovo anno solare ha sorriso al Lugano, uscito dal sintetico della Stockhorn Arena di Thun con un sofferto successo che lo proietta direttamente al penultimo di Helvetia Coppa Svizzera, in cui affronterà in casa tra il 19 e il 21 aprile prossimi il Lucerna detentore del trofeo
Il duello andato in onda nell’Oberland bernese ha mostrato più facce della formazione guidata da mister Mattia Croci-Torti. Inizialmente ottimamente messa in campo e con un atteggiamento propositivo che lo ha portato in doppio vantaggio dopo nemmeno un quarto d’ora, la squadra ticinese ha in seguito lasciato troppo spazio ai biancorossi, che ne hanno approfittato, rimettendo la contesa in parità in avvio di ripresa. Ma il gruppo, menomato da qualche assenza pesante di troppo (lo squalificato Kreshnik Hajrizi e il pilasto Mijat Marić, infortunato), ha reagito come solo lui sa fare. Soffrendo e sudando le proverbiali sette camicie, Jonathan Sabbatini e compagni hanno colpito a due riprese nei momenti importanti della gara e solo un’ingenuità di Fabio Daprelà (che ha provocato il calcio di rigore siglato da Alexander Gerndt, ma che non è stato ammonito per la seconda volta a causa di un abbaglio di Alessandro Dudić, che ha estratto il giallo al capitano) ha reso elettrizzante il finale di partita, in cui si è messo in mostra Sebastian Osigwe con un intervento strepitoso al 93′ su Nikki Havenaar.
La sensazionale conquista delle semifinali è stata il premio per una rosa che ha fatto valere le sue qualità al cospetto di un coriaceo Thun, molto ben messo in campo dalla volpe elvetico-argentina Carlos Bernegger. Non a caso, nei turni precedenti i bernesi avevano eliminato due formazioni di categoria superiore (Grasshopper per 1-0 e Servette per 4-1). La sfida era da prendere con le pinze e non «alla leggera». È ciò che i luganesi hanno fatto, mostrando il giusto rispetto verso una delle favorite alla promozione nell’élite del pallone rossocrociato. Ora, bisogna archiviare immediatamente questa gioia e pensare a un altro duello di fondamentale importanza, che porterà i sottocenerini ad affrontare la capolista Zurigo (che arriva all’appuntamento con una serie di otto vittorie consecutive) sotto le volte di un Letzigrund che si preannuncia già infuocato e vestito a festa per novanta minuti tra due delle compagini che propongono un calcio propositivo e votato al «voler fare la partita» in qualunque caso.
