FC Lugano, l’analisi post-Servette: la «classe mondiale» di Numa Lavanchy, giusto per fugare i dubbi sulle sue qualità balistiche

L’ottava giornata del campionato di Raiffeisen Super League è andata agli archivi con il pareggio in rimonta del Lugano nel Canton Ginevra contro il Servette

E uno dei protagonisti del match è stato il numero «16» bianconero, quel Numa Lavanchy lodato da sempre per le sue scorribande infinite sulla fascia di competenza, ma meno per le qualità balistiche che, negli ultimi tempi, stanno diventando un atout a cui i suoi compagni non possono proprio rinunciare. Già autore del gol decisivo contro il San Gallo, il 27enne di Morges ha replicato ieri in terra romanda, punendo in una specie di derby personale la storica antagonista del Losanna, squadra dove ha mosso i primi passi e che lo ha lanciato nel calcio che conta. Ora, a godere delle sue prestazioni è il Lugano, club che lo ha acquistato dal Grasshopper all’inizio del mese di febbraio del 2019. Sotto contratto fino alla prossima estate (con opzione per un rinnovo annuale), il terzino/centrocampista della zona destra del campo ha ancora molto da dare alla causa sottocenerina. Per la gioia di tutti, compagni di squadra, staff tecnico, dirigenza e, non da ultimo, tifosi.

Nell’analisi dell’immediato dopo-partita, negli studi di Blue Sport, broadcaster ufficiale della Swiss Football League, il presentatore Gianni Wyler ha coniato diversi nomi per definire Numa Lavanchy, sciorinando appellativi che normalmente vengono utilizzati per i calciatori brasiliani. Ciò sta a confermare che gli elementi della rosa ticinese sono ben visti anche Oltre Gottardo. Il secondo posto attuale in classifica e la striscia di quindici partite in campionato senza l’ombra di una sconfitta (sei vittorie e nove pareggi) hanno certamente aiutato, ma non sono stati l’unico fattore determinante. Perché il Lugano non è lì per caso e perché, sotto sotto, c’è un progetto di base che sta evolvendo con il passare dei giorni. Il merito è di un ambiente solido, coeso e capace di fare necessità virtù. Basta vedere il modo in cui mister Maurizio Jacobacci è riuscito a sopperire alla pesante assenza di capitan Jonathan Sabbatini, Stefano Guidotti e Mattia Bottani. Chiunque sa di poter dare il suo contributo quando viene chiamato in causa. È questa la forza principale della rosa bianconera.

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