
Reduce da un pareggio e due brucianti battute d’arresto consecutive, il Lugano è riuscito in parte a invertire la tendenza nei novanta minuti proposti sotto le volte dello Stade de Genève al cospetto della seconda forza attuale del massimo campionato di Credit Suisse Super League
Entrati in campo parecchio timorosi, i protetti di mister Mattia Croci-Torti sono stati autori di un avvio disastroso e, detto con il «Crus», catasfrofico. L’aver subìto una rete dopo tre giri di lancetta e essere andati sotto di due gol poco prima della mezz’ora avrebbe potuto mettere in ginocchio chiunque. Non questi bianconeri, capaci di reagire nel migliore dei modi e di riportarsi sotto nel finale di prima frazione un Žan Celar che è poi stato costretto a prendere la via dell’ospedale a causa dell’intervento in ritardo e con un senso sottozero di Steve Rouiller. In una ripresa all’arrembaggio e dominata sotto tutti i punti di vista, gli ospiti sono infine riusciti a riprendere in mano il confronto con la magia dal fondo di Ousmane Doumbia.
Il grande carattere dei ticinesi, che ultimamente erano stati alquanto penalizzati sia dagli arbitraggi che da pesanti kappaò, ha permesso di tornare a conquistare un punto e muovere nuovamente una classifica particolarmente corta. La distanza dal secondo posto, occupato proprio dagli avversari del sabato sera, è di sole sette lunghezze. Dall’ottavo rango attuale, Maren Haile-Selassie e compagni potrebbero, in caso di vittorie casalinghe contro le ultime due della classe (Zurigo e Winterthur), risalire e avvicinarsi alle posizioni che contano. Con il Mondiale in Qatar alle porte e una sosta di due mesi successiva tutto è possibile. E l’essere usciti indenni dalla Città di Calvino è un segno delle capacità in possesso dei sottocenerini, mai domi e sempre pronti a reagire alle avversità.
