
La vittoria di misura ottenuta con le unghie e con i denti contro la capolista San Gallo ha consentito al Lugano di mantenere l’imbattibilità casalinga (che dura oramai da quattordici turni), di tornare a superare i biancoverdi dopo un anno e cinque mesi e di avvicinarsi alle zone nobilissime della graduatoria
D’ora in poi, l’importante sarà riuscire a restare con i piedi ben piantati a terra ed evitare di fare voli pindarici. Le qualità in possesso della squadra sono notevoli e fanno in modo che ogni partita venga vissuta come una a sé, nel senso che la concentrazione risulta massima quando ci si rivolge all’avversario di turno. È anche questa la forza del gruppo formato da mister Maurizio Jacobacci, il quale si distingue per umiltà, determinazione e coraggio, aspetti che ha inculcato nei suoi protetti sin dal giorno in cui si è insediato sulla panchina bianconera. Arrivato in punta di piedi e mai con una dichiarazione o un atteggiamento fuori luogo, il condottiero sottocenerino è l’artista di una formazione che, senza voler far torto alle altre pretendenti ai piani della classifica, merita assolutamente la posizione conquistata dopo i primi 450 minuti stagionali.
L’altro fattore che rende tutto l’ambiente sorridente e soddisfatto del lavoro settimanale è stato il non aver raccolto alcun pallone in fondo alla propria porta. Con il rientrante Noam Baumann al posto dell’amico-rivale Sebastian Osigwe, la retroguardia luganese ha ritrovato il quartetto difensivo titolare, diventato un sestetto nella ripresa, quando il San Gallo ha alzato il suo baricentro, effettuato una pressione asfissiante, senza tuttavia giungere, se non in un paio di occasioni nel finale (palo esterno e batti e ribatti con parata del numero 46 e respinta vicino alla linea di Numa Lavanchy), a impensierire realmente il reparto arretrato locale. L’intelligenza con cui si è riusciti a portare vittoriosamente a termine lo scontro al vertice del sabato sera deve far riflettere chi dubita ancora delle qualità della squadra. Coscienti della propria forza, e sapendo di dover effettuare un passo alla volta, capitan Jonathan Sabbatini e compagni si stanno confermando degli antagonisti da rispettare e con i quali è decisamente difficile fare i conti. Che poi, quelli finali, passano da prestazioni importanti come quella fornita ieri sera contro il San Gallo.
