FC Lugano vs FC St. Gallen 1879, sabato 4 maggio 2024" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2024/05/20240504_205647_0000-600x400.jpg" alt="FC Lugano vs FC St. Gallen 1879, sabato 4 maggio 2024" width="600" height="400" /> Era dal 18 febbraio (kappaò esterno a Ginevra) che il Lugano non usciva dal campo senza sorrisi
Termina dopo due mesi e mezzo la striscia positiva del Lugano (otto vittorie e un pareggio nella nove apparizioni in Credit Suisse Super League, a cui si aggiungono le due gioie in Helvetia Coppa Svizzera), battuto di misura dal San Gallo sotto le volte amiche di Cornaredo
Dominio non sempre è sinonimo di reti messe a segno. Ne conosce alla perfezione il significato la banda di Mattia Croci-Torti in una prima serata di sabato che pareva apparecchiata per l’ennesimo successo di questo favoloso periodo. I bianconeri, autori di un ottimo primo tempo e molto attivi ma non concreti come di recente in «zona-gol», si vedono «recapitare» un fulmine a ciel sereno da un avversario sornione e capace, a un passo dal duplice fischio di Fedayi San, di «affondare» quel colpo che sembravano «avere in canna» e che faticavano parecchio a proporre. L’amarezza di metà gara è palpabile sui volti dei presenti, i quali si attendevano sicuramente un esito parziale differente e invece sono costretti a vedere gli ospiti rientrare negli spogliatoi con un immeritato gol di vantaggio, costruito tuttavia con una pregevole azione che passa dai piedi di Lukas Görtler, prosegue con Mattia Zanotti e si conclude con il semplice tocco ravvicinato di Christian Witzig.
La ripresa mostra la doppia faccia della medaglia. Per i primi ventitré minuti, sino all’entrata in campo di Jonathan Sabbatini – che da vero capitano prova a dare la scossa a una squadra che fisiologicamente non poteva reggere un tale ritmo infernale per l’intera contesa -, i biancoverdi dimostrano perché si sono conquistati con forza il girone per il titolo. A mancare, come spesso accaduto negli ultimi mesi, è la trasformazione in rete di azioni importanti e ben congeniate. Il finale è invece tutto di marca luganese, a partire dall’incredibile traversa colpita da Albian Hajdari al sessantottesimo e passando da numerosi tiri bloccati sui quali i ragazzi di Peter Zeidler si immolano a strenua difesa di una posta piena che consente loro di salire a quota 53 punti, a sei lunghezze dai bianconeri. A cui questa battuta d’arresto non può che fare bene per ripartire con ancora più carica da lunedì, nella settimana che culminerà con lo scontro del Wankdorf di Berna con lo Young Boys.
un’altra lingua
