FC Lugano, l’analisi post-San Gallo: alcuni cicli si chiudono, un altro si è aperto dopo un cammino tortuoso e irto di difficoltà

Dopo l’amara conclusione dell’edizione 2015-2016 del torneo a eliminazione diretta, il Lugano è tornato a giocarsi il trofeo sotto le volte del Wankdorf di Berna contro il San Gallo. Alla conclusione dei novanta minuti, il risultato ha sorriso ai bianconeri, impostisi con il meritato risultato di 4-1 e conquistatori della loro quarta Coppa Svizzera

Il caldo torrido che ha accompagnato il duello nella capitale non è stato percepito dai ventidue protagonisti in campo, i quali si sono affrontati a viso aperto sin dalle prime battute senza esclusione di colpi. Il vantaggio ticinese, firmato da Žan Celar su cross di Reto Ziegler dopo appena quattro minuti è stato il trampolino di lancio che la partita necessitava per essere lanciata. Ovviamente scossi dall’immediato svantaggio, i biancoverdi hanno reagito come meglio non avrebbero potuto, trovando il pareggio con un’incornata di Matej Maglica che ha beffato l’intera retroguardia. Dopodiché, è stato uno spettacolo con un monologo luganese. Il due a uno di Olivier Custodio sul finire della prima frazione ha nuovamente consegnato quelle certezze che i protetti di mister Mattia Croci-Torti volevano portarsi nello spogliatoio a metà gara. Il tris di Mattia Bottani in avvio di ripresa le ha rese ancora più dolci e il poker dii Maren Haile-Selassie ha tolto qualsiasi dubbio sulla squadra che avrebbe alzato al cielo il trofeo.

Un pomeriggio di festa bianconera in terra bernese. E chi lo avrebbe mai detto all’inizio della stagione, quando è avvenuto il cambio di proprietà da Angelo Renzetti a Joe Mansueto? Scommettere anche solamente una piccola cifra su questa impresa poteva risultare pura follia. Ma poi, quando uno alla volta hanno salutato la competizione Young Boys (proprio per mano di Jonathan Sabbatini e compagni), Zurigo e Basilea, ecco che tutto sembrava poter diventare realtà. Il cammino che ha portato all’apoteosi è stato tortuoso e irto di difficoltà. Basti pensare alle insidiose trasferte sui sintetici di Neuchâtel e Thun contro due formazioni della categoria cadetta che non è mai semplice affrontare. Il successo in semifinale sul Lucerna al termine di una sfida infinita ha fatto capire a tutti i ragazzi che l’impresa era più che fattibile. E sotto le volte del Wankdorf, davanti a più di diecimila tifosi provenienti dal Canton Ticino, essa si è concretizzata in un sogno diventato realtà. Al triplice fischio di Urs Schnyder (ottima la sua prestazione), è iniziata una festa assordante, proseguita con il rientro a casa in treno o in macchina e terminata con l’appuntamento dato in Piazza Riforma, il cuore della Città di Lugano, dove si è festeggiato sino a notte fonda questo trionfo superlativo di una squadra che più che chiudere un ciclo ne ha aperto uno nuovo.

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