FC Lugano, l’analisi post-Lucerna: girandola di emozioni, con un avvio da sogno, troppa passività e una reazione incompiuta nel finale

FC Luzern vs FC Lugano, domenica 3 settembre 2023" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2023/09/20230903_164437_0000.png" alt="FC Luzern vs FC Lugano, domenica 3 settembre 2023" width="900" height="600" /> Il Lugano è uscito dalla Swissporarena senza punti per la seconda volta in stagione

Un avvio da sogno. Tanti, troppi minuti di passività. E infine una reazione d’orgoglio che quasi culmina in una divisione della posta in palio

La prima domenica del nuovo mese dell’anno solare non aggiunge punti al bottino luganese, che rimane fermo a nove con la conseguente discesa dal secondo al quinto rango della classifica di Credit Suisse Super League. In campo con soli tre elementi titolari reduci dall’eliminazione dalla UEFA Europa League allo stadio dei playoff (Mohamed Belhadj, Uran Bislimi e Albian Hajdari), i bianconeri sorprendono gli avversari con una voglia immensa di far dimenticare le polemiche degli ultimi giorni. Inizialmente ci riescono, facendo sperare in un pomeriggio sorridente e gioioso. E invece, una volta messi in difficoltà, ci si squaglia come la neve al sole. La doppietta di Max Meyer nel breve volgere di tre giri d’orologio è l’immagine di un certo nervosismo che cominciava a palesarsi nelle fila della squadra ticinese.

Se a ciò ci aggiungiamo una giornata non proprio ideale trascorsa da Šerif Berbić, colpevole su due dei tre gol locali e autore di qualche incertezza di troppo che ai massimi livelli non può capitare, ecco che la partita e tutto ciò che gira attorno diventa una specie di agonia attendendo il triplice fischio finale. A ravvivare un duello scorbutico e pieno di energia sono stati i due cartellini rossi comminati a Jhon Espinoza dapprima e Nicky Beloko dopo. Mentre per il centrocampista confederato si tratta di un doppio cartellino giallo, l’ecuadoregno è costretto a tornare negli spogliatoi per «direttissima». Tale decisione di Lukas Fähndrich potrebbe far gridare allo scandalo, ma lo stesso terzino bianconero si rende immediatamente conto di aver commesso un’ingenuità, uscendo dal campo con la maglietta sul viso.

E ora, che si fa? Una reazione immediata non sarà possibile in quanto vi è la sosta delle nazionali. Essa potrà essere senza ombra di dubbio salutare per ricompattare il gruppo e riprendere il discorso bruscamente interrotto con le ultime tre battute d’arresto consecutive fra un paio di settimane, a Lancy nel quadro del secondo turno principale di Helvetia Coppa Svizzera.

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