
Volato in Israele senza poter contare su numerosi titolari infortunati – ai lungodegenti si sono infatti aggiunti Mattia Bottani, Žan Celar e Reto Ziegler -, il Lugano ha combattuto, ma alla fine nulla ha potuto nel duello di ritorno del terzo turno preliminare di UEFA Europa Conference League contro i favoriti israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva. L’esperienza continentale, per questa stagione, termina qui, senza gloria alcuna
A sorprendere dei padroni di casa è stato l’atteggiamento, completamente diverso e poco concentrato rispetto alla sfida della settimana precedente al Sud delle Alpi. Quasi svogliati e senza ritmo, gli uomini di Elyaniv Barda hanno mancato totalmente l’ingresso in campo, favorendo un avversario che, dal canto suo, ha dimostrato di voler superare le difficoltà di questo periodo che si sta prolungando a oltranza. Con la voglia di chi vuole ribaltare il punteggio, i bianconeri hanno proposto una prima frazione di livello, favoriti ad ogni modo da una manovra locale troppo incentrata sul mantenimento dello zero alla casella reti incassate che ad altro. Ciò ha avuto ripercussioni sul rapporto con i propri tifosi, i quali hanno giustamente fischiato i propri beniamini all’entrata negli spogliatoi dopo quarantacinque minuti senza mordente e in cui hanno pure rischiato di trovarsi in svantaggio, ringraziando l’estremo difensore Omri Glazer, che ha salvato baracca e burattini respingendo un penalty di Jonathan Sabbatini.
L’illusione che l’Hapoel Be’er Sheva sarebbe tornato in campo nella medesima maniera ha giocato contro il Lugano. Nella prima parte della seconda frazione, gli israeliani hanno nettamente alzato il ritmo di crociera e per i ticinesi c’è stato poco da fare. La conseguenza è stato il rapido uno-due, registratosi in una decina di minuti, che ha incanalato il match sui binari voluti da Mariano Bareiro e soci. Riconciliatisi con i tifosi che hanno intrapreso la trasferta a Netanya con una condotta adatta alla situazione, i padroni di casa hanno poi provato a controllare il corso della sfida. Ad eccezione del rigore trasformato da Ousmane Doumbia e qualche buona opportunità lasciata ai sottocenerini, la missione è stata compiuta. Nel finale, con un reparto arretrato poco attento, è arrivato anche il comodo tris, che avrebbe potuto anche diventare un poker poco più tardi.
L’avventura europea del Lugano termina dunque dopo soli 180 giri d’orologio contro un Hapoel Be’er Sheva più esperto e che è riuscito a conquistare l’accesso ai playoff, dove affronterà i rumeni dell’Universitatea Craiova.
