
La noia nel freddo: è questo l’aspetto principale osservatosi a Cornaredo
Tra uno sbadiglio e l’altro, la prova offerta nel mercoledì di fine gennaio da Lugano e Grasshopper si può tranquillamente sintetizzare così
Per le emozioni, ripassare in un altro momento. È con questa sensazione che il poco pubblico presente alla partita di Cornaredo (2’362 gli spettatori annunciati) rientra alle proprie abitazioni. Infreddoliti all’inverosimile da una manovra tutto fuorché esaltante, i tifosi bianconeri in particolare possono essere soddisfatti quasi esclusivamente per la raccolta (più che la conquista) di un punticino che muove la classifica ma che fatica ad aumentare il livello del morale del gruppo. Le tante (forse esagerate?) attese, pur con tutte le attenuanti del caso, vengono disattese quasi puntualmente da prestazioni che non si addicono alle varie casistiche.
Davvero un peccato, perché l’occasione di trovare la prima vittoria dell’anno sul terreno amico era lì, da prendere al volo. Il fatto di non essere riusciti ad approfittare di un avversario attendista conferma inoltre le difficoltà che incontrano i protetti di mister Mattia Croci-Torti quando c’è da scardinare una difesa solida e rintanata sulla linea della propria area di rigore come quella del GC. D’ora in avanti, ma già lo si sapeva, ci saranno sempre più squadre «affamate» di punti per riuscire ad accaparrarsi una delle sei posizioni che danno la possibilità di giocarsi le manifestazioni europee. A tal proposito, il Lugano dovrà prestare estrema attenzione. La distanza si sta assottigliando sempre più e rientrare nella «Top 6» dopo trentatré turni sarà tutt’altro che scontato.
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