
Da un ambiente infernale all’altro: dopo il Fenerbahçe, il Lugano duellerà con il Partizan
Il secondo atto tra Fenerbahçe e Lugano promuove i Canarini, secondo logica, al terzo turno preliminare di UEFA Champions League, dove affronteranno i francesi del Lilla. I bianconeri, ad ogni modo, non sfigurano affatto ed escono con ancora più consapevolezza dal terreno
La bolgia del Fenerbahçe Şükrü Saracoğlu Spor Kompleksi inizia a farsi largo sin dal riscaldamento pre-partita. Una volta aperta la contesa, poi, i fischi assordanti (misti tra paura e voglia di intimorire gli avversari) provenienti dalle tribune, invece di far traballare gli uomini di Mattia Croci-Torti, infondono molta carica. La conferma si ha con la caparbia azione di Milton Valenzuela a fondo campo. Il laterale difensivo argentino, spostato per l’occasione dall’invenzione del Crus nel terzetto offensivo, conquista la sfera che giunge sino all’autore della poesia luganese, che risponde al nome di Mohamed Belhadj.
A un primo tempo troppo bello per essere vero fa da contraltare, come si poteva prevedere, una ripresa con poche azioni offensive e senza reali pericoli per un Dominik Livaković che vive i secondi quarantacinque minuti in totale tranquillità. Merito della caratura dei protetti di José Mourinho, rientrati dagli spogliatoi con un’altra verve e tutt’altro che intenti a consegnare il lasciapassare ai sottocenerini. E poi c’è un Edin Džeko che a 38 anni fa ancora la differenza come se stesse vivendo una seconda giovinezza. Già all’ora di gioco, il centravanti bosniaco spegne di fatto le velleità dei ticinesi.
Il rientro a casa per preparare il «big-match» casalingo con il Servette fungerà anche da anteprima per l’andata del terzo turno di qualificazione alla UEFA Europa League, in programma già la prossima settimana. L’avversario verrà ufficializzato questa sera, ma considerato il chiaro risultato della prima sfida (6:2 a favore degli ucraini della Dynamo Kiev), è praticamente certo che saranno i serbi del Partizan Belgrado.
