Mattia Croci-Torti" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2023/02/20230228_135140_0000.png" alt="" width="900" height="600" /> Mattia Croci-Torti, nella conferenza stampa pre-Sion
Il «tour de force» del mese di marzo del Lugano partirà domani sera (calcio d’avvio alle ore 20:15, diretta televisiva su RSI LA 2) con il quarto di finale di Helvetia Coppa Svizzera che verrà assolto sul terreno dello Stade de Tourbillon di Sion
Contro una formazione che ha appena messo in «naftalina» per una settimana il tecnico Fabio Celestini, sostituito per il periodo dal Presidente Christian Constantin, i bianconeri cercheranno di ottenere il biglietto per il penultimo atto della competizione a eliminazione diretta. La sfida, che andrà in onda a partire dalle ore 20:15, è stata come di consueto anticipata dalla conferenza stampa pre-partita a cura del tecnico ticinese Mattia Croci-Torti, il quale ha incontrato i rappresentanti dei media dopo aver portato a termine la seduta di rifinitura con i suoi ragazzi. Ecco, di seguito, le sensazioni della vigilia fornite dal 40enne momò.
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«La preparazione mentale a una sfida contro un avversario senza un “vero” allenatore? Per noi non cambia nulla. Dal momento del sorteggio so che partita andremo a giocare. Sarà una battaglia, sappiamo che ossessione hanno i vallesani riguardo la Coppa Svizzera. Loro hanno una grande pressione, direi devastante. Vincere domani è un fantastico desiderio regalare una gioia ai tifosi.
La pesante assenza sul fronte offensivo di Žan Celar (11 reti e 3 assist in campionato)? Come tutte le altre assenze, peserà, proprio come tutti gli infortuni che ci assillano da inizio stagione. Lui è importantissimo, non lo nego. Ma chi lo sostituirà, sa di dover dare il massimo.
Boris Babić è sempre stato un giocatore che ci ha dato profondità. Bisogna capire il contesto di cui si parla, perché non dobbiamo dimenticarci che è stato lui che ci ha regalato la vittoria a Basilea.
Gli infortuni muscolari? Dobbiamo fare un’analisi interna, questo è ovvio. Faremo dei “mea culpa”, pensando di recuperare presto i giocatori. Il problema di Žan Celar è una contrattura che lo lascerà fuori per tre-quattro giorni. Per questo, domani non lo forzeremo come accaduto nella prima parte di stagione.
Con il recupero di Lukas Mai abbiamo altre soluzioni. Il nuovo modulo utilizzato ultimamente è stato utile in fase difensiva. Non riesco ora a vedere oltre alla sfida di domani. Partiamo in 18 con due ragazzi della seconda squadra. Siamo un po’ pochini per una partita a sé. Nelle battaglie, soprattutto nelle difficoltà, bisogna avere fiducia nel compagno.
La pressione e anche l’ossessione che hanno loro è incredibile. Loro devono vincere, noi possiamo farcela. Noi scenderemo in campo per noi e per i nostri tifosi. Sarebbe favoloso rivedere la Piazza Riforma piena come lo scorso anno. Non dobbiamo fare caso a quello che è successo nelle ultime settimane a Sion, i cui giocatori non sono così scarsi. Reagiranno “di pancia” ed è un aspetto pericoloso.
Forse non abbiamo vinto tante partite, ma nelle ultime dieci ne abbiamo persa una sola a Winterthur. Dobbiamo usare sempre la testa, come fatto l’anno scorso. Quello che ho vissuto il 15 maggio, le emozioni di quel giorno, è stato incredibile.
I calci di rigore dei portieri? La preparazione la lascio a Riccardo Di Benedetto. In questo caso specifico, la tecnologia ti viene in aiuto. È un lavoro che si fa con il preparatore specifico. Quello che ti fa vincere una partita è il dettaglio.
Era sempre complicato valutare un Sion volubile che cambia molto tra modulo e uomini. Dobbiamo essere bravi noi ad adeguarci ai nostri avversari, perché non sappiamo come Christian Constantin deciderà di far scendere in campo la sua squadra».
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