
Mancano poco più di quarantotto ore all’esordio ufficiale del Lugano nella nuova stagione agonistica di Credit Suisse Super League e, come capita abitualmente ogni venerdì, ecco tornare l’appuntamento vigiliare con la conferenza stampa di presentazione del prossimo incontro in calendario
Un’oretta circa dopo la conclusione del penultimo allenamento della settimana, mister Mattia «Crus» Croci-Torti affronta le peripezie delle domande dei media sopraggiunti allo Stadio di Cornaredo per ascoltare le sensazioni del condottiero bianconero a due giorni dalla sfida con il Sion. Ecco, di seguito, le dichiarazioni rilasciate dal 40enne tecnico momò:
«La rosa attuale? Ci mancano ancora due giocatori. Ieri sera è stata ricca di trattative. Non dobbiamo nasconderci, senza però preoccuparci. Siamo a metà luglio, c’è ancora tempo per inserire nuovi giocatori e noi necessitiamo di elementi che hanno fame e non vengono qui a “fare vacanza”. La mia percezione è che parecchi calciatori non abbiano trovato la loro dimensione. Noi ci siamo, conosciamo il nostro valore e abbiamo qualcosa di importante da dare a chi scende in campo.
Vogliamo essere una piazza attrattiva. Occorre acquisire giocatori che arrivano con una fame tale da volersi mettere in mostra. Gli esempi più lampanti riguardano Žan Celar, Mohamed El Amine Amoura e Mattia Bottani, che hanno disputato incontri con le rispettive nazionali dopo una stagione di qualità.
Paolo Tramezzani è un allenatore che fa del cinismo il suo punto di forza. Quest’anno ha inserito nel roster elementi forti, come Heinz Lindner e Will Poha. È una squadra da prendere con le pinze. Ricordiamoci quello che hanno proposto lo scorso campionato, quando sono venuti a Cornaredo imponendosi con estremo cinismo.
Bisogna essere pazienti, non tanto per gli infortuni. Come il Basilea, il nostro gruppo è stato rinnovato per metà. Chi vince le partite è la rosa intera e non il singolo giocatore. Dobbiamo essere in grado di capire che ci vorrà un po’ di tempo per l’integrazione dei nuovi ragazzi.
Quasi tutti i nuovi arrivati non si sono presentati al 100%. Mi riferisco in particolare a Lukas Mai, Hicham Mahou e Allan Arigoni. Per contro, Ousmane Doumbia, che sembra averlo qui da tantissimo tempo, ci sta portando tante sensazioni positive. La cosa che mi è piaciuta non è tanto la tecnica o la tattica, bensì la voglia di aiutare il gruppo. Ed è quel che conta realmente e per noi è molto importante».
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