BSC Young Boys vs FC Lugano, domenica 4 giugno 2023" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2023/06/20230604_133550_0000.png" alt="" width="900" height="600" /> I bianconeri sono concordi: è un peccato non essere riusciti a conquistare il trofeo, ma questo è il calcio…
L’intenso duello tra Young Boys e Lugano, offerto ai 31’500 spettatori presenti al Wankdorf e alle migliaia di persone che hanno assistito all’evento da casa o dalle varie piazze del Canton Berna e di Piazza Rezzonico, si è concluso con il successo dei gialloneri con il risultato di 3:2 (2:0)
Pochi istanti dopo la fine della sfida, i vari protagonisti su sponda ticinese vengono intercettati dai presenti per una rapida analisi «a caldo» di quanto occorso nei novanta minuti di gioco. Ecco, di seguito, le sensazioni fornite dai calciatori bianconeri.
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Jonathan Sabbatini – «Ci siamo andati vicini, è vero. Però, il calcio è così e loro non hanno rubato nulla. Ma anche se avessimo vinto noi, sarebbe stato giusto. Alla fine, ce la siamo giocata alla pari. Dal nostro punto di vista è stata una bella partita. Peccato per qualche occasione non sfruttata che poteva cambiare la gara a nostro favore. Dispiace perché loro a un certo punto erano in difficoltà. Avevamo un po’ studiato il duello dello scorso giovedì e dieci giorni or sono avevamo la mente più “chiara” e sapevamo quel che dovevamo fare. Qui al Wankdorf ci è mancato un po’ questo. Con un po’ di aggressività in più, siamo riusciti a proporlo nel corso della ripresa. Quando c’era dinamismo da parte nostra, loro faticano a prenderci. È un vero peccato. Riguardo le occasioni non concretizzate, ognuno di noi si prende le responsabilità. Anche io me le sono prese un paio di volte. Purtroppo, non sono andate a buon fine. Loro ci hanno rispettato e ciò ci fa piacere. Noi puntiamo in alto e assicuro a tutti i tifosi che cercheremo di tornare qui molto presto. Spero già di averla la prossima stagione».
Amir Saipi – «Mi mancano un po’ le parole, la conclusione della sfida è semplicemente deludente. Anche grazie ai nostri tifosi sopraggiunti dal Ticino siamo riusciti a offrire una buona prova. Così è il calcio, una squadra deve vincere e l’altra deve perdere. Alla pausa di metà partita ho analizzato l’episodio del secondo gol. Credo personalmente che non potevo fare di più, sono uscito per prendere il pallone, c’è stato un piccolo contatto [con Jean-Pierre Nsame] e in volo è più difficile avere il controllo. Nella ripresa è accaduta la medesima cosa sul fronte opposto [Renato Steffen su Marvin Keller, ndr] e non è stato fischiato nulla… Ogni arbitro e ogni persona in questo mondo sa che quando un portiere esce e viene toccato, la maggior parte delle volte è fallo a suo favore. Non è stato il caso questo. È abbastanza frustrante, abbiamo investito molto in questo duello. Possiamo essere molto orgogliosi di noi stessi. Adesso alcuni andranno in vacanza, altri in nazionale e poi ci sarà il tempo per rigenerarsi in vista della prossima intensa annata».
Mattia Bottani – «Peccato, perché eravamo vicini al pareggio e per questione di centimetri non siamo riusciti a pareggiarla. Successivamente, abbiamo subìto il terzo punto bernese. Siamo stati a un passo dal conquistarci i tempi supplementari. Ma questo è il calcio. Loro hanno messo grande energia nella prima frazione, fisicamente sono mostruosi e secondo me, come hanno dimostrato in campionato, hanno la squadra migliore. Però, noi siamo arrivati con grande slancio dopo il finale di stagione. Anche qui al Wankdorf abbiamo disputato un’ottima partita. Non faccio polemica se dovevo giocare dall’inizio oppure no. Chi è entrato dal primo minuto è perché se lo è meritato. Il mister deve fare delle scelte. Io so che sarei sceso in campo nella ripresa, dove ho cercato di dare tutto me stesso».
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