
Sono trascorsi pochi istanti dalla conclusione della partita che ha opposto il Lugano e il San Gallo e mister Mattia Croci-Torti è pronto per analizzare il duello proposto dai suoi ragazzi nella consueta conferenza stampa post-gara
I novanta minuti d’apertura della 22a giornata di Credit Suisse Super League hanno sorriso ai biancoverdi. Come esaminare il corso del confronto? Ecco le sensazioni «a caldo» fornite dal «Crus»:
«Oggi, penso che il San Gallo abbia meritato di vincere la partita. Sono entrati in campo in maniera più positiva rispetto a noi. Bisogna essere onesti, ci è mancata precisione generale. La qualità del gruppo è un’altra. Non è però tutto da buttare. La verità è che abbiamo sbagliato in occasione del gol, non riuscendo a reagire. Ho cercato di cambiare qualcosa, e la colpa di non avercela fatta è anche mia. Se non siamo riusciti a trovare precisione è anche merito dei nostri avversari. Non fasciamoci la testa e ripartiamo con le convinzioni degli ultimi tempi.
Non posso dire che questa sia stata una settimana facile. Sta a noi viverla in maniera differente. È una dinamica societaria che non dobbiamo prenderla come alibi, dobbiamo accettarla. A volte sono situazioni piacevoli, a volte no. Ad ogni modo, quando prendi una rete del genere all’inizio, non ti facilita il compito. Il mio è un discorso generale. Se la società ha deciso di gestire la situazione in questo modo, non possiamo dire nulla a proposito. Le teorie dell’alibi le odio. Se il San Gallo ha vinto, vuol dire che ha meritato.
Personalmente, ho cercato di studiare la partita al meglio. Io mi prendo le responsabilità, dovevo essere più bravo e leggerla in maniera diversa. Ho provato tante situazioni. A volte ci riesco, a volte no. Ai giocatori non bisogna dare particolari colpe. Numa Lavanchy? Sono dinamiche nuove, da parte sua c’è un grande dispiacere. Io cerco di capire le emozioni dei miei ragazzi. Non è la prima volta che vedo queste situazioni qui a Lugano. Noi non siamo qui a cercare alibi, provando a fare il massimo, sempre. Ci è mancata qualità e precisione, è questa la verità, nient’altro».
