FC Lugano, Antonios Papadopoulos si presenta così: «Qui ho trovato un ambiente famigliare, tutti mi hanno accolto al meglio»

scritto da Claudio Paronitti
Antonios Papadopoulos

Antonios Papadopoulos

Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 26 giugno 2024, Antonios Papadopoulos è stato presentato in conferenza stampa dall’FC Lugano

Il 24enne difensore centrale tedesco di origini greche, sbarcato sotto le volte dello Stadio di Cornaredo a titolo definitivo in provenienza dal Borussia Dortmund, ha risposto alle domande dei media presenti nella maniera che vi esplichiamo di seguito:

«Le mie prime sensazioni? La squadra mi ha accolto molto bene. I motivi per il mio approdo? Principalmente l’opportunità di giocare in una competizione europea.

Il connazionale Lukas Mai? Ho giocato all’Hallescher con suo fratello, quando la squadra era in 3. Liga. Poi, è un ragazzo che parla tedesco e quindi mi può aiutare ulteriormente nell’inserimento.

Il gruppo ha mostrato il suo valore nella finale con il Servette, che ho visto in diretta. E questo nonostante la sconfitta. Per quanto riguarda la città, la conoscevo già e posso confermare che con il lago e le montagne è davvero bella.

Le mie caratteristiche? I duelli fisici sono il mio forte, ma anche la formazione calcistica a Dortmund negli ultimi tre anni sono stati importanti. Anche tecnicamente sento di essere bravo. Poi, è il campo il giudice ultimo. Io sono un tipo che dà tutto, sia in allenamento che in partita. Pensando alle sedute quotidiane, do il 100% in ogni occasione. Poi, una volta terminate, si ritorna amici come prima.

Qui a Lugano ho trovato un ambiente molto famigliare e questo aspetto non può che essere positivo per la mia avventura qui, sulle sponde del Ceresio. Certo, il luogo non è enorme come Dortmund, ma questo non è affatto un problema.

Quel che conta è come ci si comporta all’interno del rettangolo di gioco. Da tanti ragazzi ho potuto imparare qualcosa, specialmente da elementi d’esperienza come Manuel Akanji o Mats Hummels.

Sono cresciuto in Germania con radici elleniche. La mia mentalità è greca, la mia puntualità tedesca. È un misto che può solo farmi crescere, sia dal punto di vista personale che professionale.

Per quanto riguarda il duello di qualificazione con i turchi del Fenerbahçe, proveremo ovviamente di superare il turno, cercando di non essere “spocchiosi” e di sottovalutare un impegno molto importante».

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