
Lugano sconfitto ai supplementari dal Cluj – foto @fclugano_official
Il sogno europeo del Lugano si interrompe in Romania, al termine di una battaglia lunga 120 minuti che ha lasciato l’amaro in bocca ai bianconeri. A spuntarla è il CFR Cluj, capace di sfruttare al massimo le poche occasioni concesse da un Lugano generoso, propositivo e padrone del gioco per larghi tratti dell’incontro. Il gol di Sheriff Sinyan al 96’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, condanna la squadra di Mattia Croci-Torti all’eliminazione dall’Europa League, ma non dall’Europa: i ticinesi continueranno il loro cammino continentale nel terzo turno preliminare di Conference League.
Il racconto della sfida
Il match si è aperto con un Lugano subito determinato e organizzato, che ha cercato di imporsi attraverso un possesso palla ordinato e manovre offensive ben orchestrate. Già al 4’ Behrens impegna Hindrich, bravo a respingere la prima conclusione dell’incontro. I ticinesi mostrano sin da subito le loro intenzioni: non sono venuti a Cluj per difendersi.
Nel primo tempo fioccano le occasioni per i bianconeri: Grgic, Dos Santos, Alioski e lo stesso Behrens tentano ripetutamente la via del gol, ma senza fortuna. Hindrich si dimostra attento, mentre il CFR Cluj fatica a trovare spazi, limitandosi a qualche ripartenza e ai calci piazzati. All’intervallo, lo 0-0 è più merito dei romeni che demerito degli svizzeri.
Nel secondo tempo il copione non cambia: il Lugano tiene il pallino del gioco, mentre i padroni di casa si aggrappano alla fisicità e all’esperienza dei singoli. I cambi in panchina danno nuova energia alla sfida, ma né Saipi né Hindrich vengono superati nei novanta minuti regolamentari, nonostante alcuni spunti pericolosi da entrambe le parti.
Il colpo fatale al 96’
I supplementari si aprono con l’unico errore difensivo del Lugano: al 96’ è Sinyan, salito in area per un corner battuto da Korenica, a trovare la zuccata vincente che sorprende la retroguardia ticinese. Un colpo pesante, figlio della concretezza del Cluj, che ha trasformato l’unica vera occasione da rete della partita in un gol decisivo.
Il Lugano non si arrende. Bislimi colpisce un clamoroso legno al 105’, poi è ancora lui a provarci nei minuti finali. Steffen, Bottani e Grgic spingono fino all’ultimo respiro, ma la porta romena resta stregata. Non bastano i 15 tiri, il 61% di possesso palla e i 9 calci d’angolo conquistati: la partita la vince chi concretizza, e questa volta la freddezza è tutta dalla parte dei romeni.
Un’eliminazione che non cancella la prestazione
Il rammarico in casa Lugano è palpabile, ma è altrettanto evidente che la squadra di Croci-Torti ha dimostrato di poter reggere il confronto con una formazione esperta e abituata a palcoscenici europei come il Cluj. Il lavoro tattico, la compattezza e la qualità del gioco espresso rappresentano una base solida su cui costruire il prossimo passo, anche se la condizione della squadra non è tale da poter dire di aver giocato al massimo delle possibilità.
Ora si riparte dalla Conference League, e ad attendere i bianconeri ci sarà il Celje: la gara d’andata del terzo turno preliminare si giocherà a Cornaredo giovedi 7 agosto. Un appuntamento da non fallire per riprendere subito il cammino europeo e, magari, prendersi la rivincita che questa sera il destino ha negato.
Nonostante l’eliminazione, il Lugano esce con onore. Il progetto continua, l’Europa non è finita. Solo rimandata.
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