
Sarà un caso, ma la prima semifinale di UEFA Euro 2020, esattamente come la seconda, metterà a confronto due selezioni che nella fase a gironi non si sono mosse di un centimetro e hanno disputato i loro incontri davanti ai propri sostenitori
Ora, la «Final Four» della rassegna continentale, che terminerà domenica sera, 11 luglio 2021, andrà interamente in onda sul terreno londinese di Wembley. Questa sera, a partire dalle ore 21:00, si sfideranno l’Italia e la Spagna, due delle nazionali storicamente più forti e adeguate a raggiungere questo atto della competizione.
Il cammino degli Azzurri è stato agevole. Le prime tre sfide – contro Turchia (3-0), Svizzera (3-0) e Galles (1-0) – sono risultate poco più di una semplice formalità per i ragazzi di Roberto Mancini, costretti poi ai supplementari dall’Austria (2-1) nel quadro degli ottavi di finale. Il turno successivo, contro il numero uno del ranking mondiale, il Belgio, ha confermato la solidità difensiva e la spettacolarità degli uomini offensivi. Il 2-1 rifilato ai Diavoli Rossi è stato molto importante per diversi motivi. Innanzitutto, perché ha prolungato a 32 la striscia di imbattibilità. E in seguito perché, ad eccezione del terzo portiere Alex Meret, tutti i convocati hanno trovato spazio nell’undici del ct. Ciò sta a confermare la compattezza e la coesione di un gruppo che sta facendo sognare un popolo intero.
D’altro canto, la Furia Roja ha avviato il suo torneo con il piede alzato dall’acceleratore. Lo scialbo 0-0 con la Svezia e l’1-1 con la Polonia sono stati riscattati dal 5-0 alla Slovacchia, che ha garantito alla squadra di Luis Enrique un posto nella fase a eliminazione diretta. Il 5-3 dopo i tempi supplementari sulla Croazia (dopo un comodo vantaggio di 3-1 fino all’85’) poteva essere visto come un primo campanello d’allarme, rivelatosi poi tale contro una coriacea e assai più meritevole Svizzera, che ha portato gli iberici con caparbietà e intelligenza tattica e tecnica sino all’appendice dei calci di rigore. La lotteria ha premiato gli spagnoli, che dovranno tuttavia trovare un’alternativa all’esasperante e monotono «tiki-taka» per cercare di mettere in ambasce un avversario che parte leggermente favorito.
