FC Thun vs BSC Young Boys" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2023/02/20230228_202027_0000.png" alt="" width="900" height="600" /> I fumogeni accesi dai tifosi dello Young Boys, che hanno ritardato di qualche minuto il calcio d’avvio del match della Stockhorn Arena di Thun
Il primo quarto di finale, disputato in una Stockhorn Arena gremita in ogni ordine di posto, ha sorriso agli ospiti dello Young Boys, conquistatori con forza e cinismo del penultimo atto di Helvetia Coppa Svizzera con il pesante e oltremodo punitivo risultato di 5:0 (1:0)
Davanti a 10’398 spettatori (tutto esaurito per l’attesissimo derby), la gara parte con un intervento duro di Joël Monteiro su Nicola Sutter (gomitata molto pericolosa) ravvisato esclusivamente come fallo «normale» da Urs Schnyder. Dopodiché, è la formazione locale che va vicino ad aprire lo score dopo quattro giri d’orologio a seguito di un errore in impostazione di Cheikh Niasse che prosegue con un destro di Gabriel Kyeremateng dal limite respinto in calcio d’angolo da Anthony Racioppi. Sul capovolgimento di fronte, la squadra guidata da Raphaël Wicky mostra perché è la solidissima capolista di Credit Suisse Super League ed è lanciata senza intoppi verso la conquista del titolo. Una ripartenza dall’inaudita velocità porta Christian Fassnacht a servire in profondità l’accorrente Fabian Rieder, il quale si avvicina a Mateo Matić quel tanto che basta e con un mancino in diagonale iscrive il vantaggio giallonero. La quinta forza di dieci Challenge League reagisce nel miglior modo possibile e al 14′ fa correre un vero brivido lungo le schiene degli avversari. Al termine di un contropiede, Daniel Dos Santos appoggia a Leonardo Bertone, che con un potente sinistro impatta in pieno sul montante. In seguito, ad eccezione della sostituzione tra Miguel Castromán e Alexandre Jankewitz, le emozioni latitano e il punteggio sino al duplice fischio rimane invariato.
Anche in avvio di ripresa sono i biancorossi a far correre un pericolo all’YB con un controllo perfetto e una girata di Dos Santos sulla quale Racioppi è decisivo con un riflesso felino con la mano di richiamo (52′). Una decina di minuti più tardi, gli ospiti vengono murati da Matić. Nello specifico, è Cedric Itten a non gioire per il raddoppio, poiché il portiere alto 185 centimetri si distende e spedisce il pallone in calcio d’angolo. Dal tiro dalla bandierina si registra il medesimo confronto e questa volta il potente colpo di testa dell’attaccante #11 è vincente e piega i guantoni dell’estremo difensore locale. È la botta da cui i ragazzi di Mauro Lustrinelli non si riprendono. Al 66′, Dimitri Oberlin perde palla, Fassnacht s’invola sulla sinistra e crossa al centro, dove è situato Gabriel Barès, che serve inavvertitamente il neo-entrato Filip Ugrinić, il quale cala il tris con un diagonale nell’angolino più lontano. Il punteggio potrebbe prendere una piega oltremodo punitiva per i padroni di casa al 71′, quando Ulisses Garcia colpisce la traversa. La luce si spegne definitivamente a poco meno di un quarto d’ora dalla chiusura, con Rieder che appoggia a ritroso per Fassnacht per il poker, mentre all’83’ Lewin Blum crossa per Loris Benito, che controlla di tacco per Sandro Lauper e per la manita che fa calare la notte nell’Oberland bernese, anche perché al tramonto della gara Fabian Rüdlin non inquadra la gabbia avversaria per quello che sarebbe stato un giusto premio alla prestazione dei beniamini della maggior parte del pubblico. Nel recupero, infine, il missile di Blum fa la barba al palo locale (92′).
un’altra lingua
