L‘arbitro italiano e internazionale Matteo Trefoloni, ieri sera ospite gradito a Paradiso. Serata interessante con un filo conduttore -alla visione alla scelta: il processo decisionale dell’arbitro.-
Nella Sala Multiuso di Paradiso si è svolta ieri sera, con una buona affluenza di pubblico, una serata in compagnia di Matteo Trefoloni, ex arbitro di calcio italiano e internazionale, istruttore arbitrale FIFA, osservatore UEFA ed ex responsabile tecnico dell’AIA e della FIGC.
L’incontro è stato organizzato dagli ex arbitri ticinesi Silvio Papa e Francesco Bianchi e ha visto la presenza anche di numerosi giovani direttori di gara provenienti dal Ticino e dalla vicina Penisola, oltre all’arbitro svizzero Luca Piccolo.
Il leitmotiv della serata, “Gli occhi dell’arbitro”, ha guidato un’approfondita analisi del percorso di preparazione, decisione e comunicazione che accompagna ogni scelta arbitrale.
Durante la sue serata formativa, Matteo Trefoloni ha sottolineato come la qualità principale di un direttore di gara non sia il fischio, ma la percezione. L’arbitro moderno non deve limitarsi a guardare il pallone: deve leggere l’azione.
Attraverso posizione corretta e visione periferica, l’arbitro anticipa lo sviluppo del contrasto, individua la responsabilità del contatto e arriva alla decisione come conferma mentale di ciò che ha già compreso. L’arbitraggio diventa quindi un processo cognitivo: prima lettura, poi valutazione, infine fischio.
In quest’ottica l’arbitro non reagisce all’evento, ma interpreta ciò che sta accadendo, trasformando la decisione da istinto a scelta consapevole.
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