Collaborazione e buon senso: un cambio di rotta interessante nel calcio regionale ticinese

scritto da Walter Savigliano
Insubrica Rinvio Paradiso 2024

Il campo di venerdì sera su cui avrebbero dovuto giocare Insubrica-Paradiso

L’episodio che ha visto l’Insubrica subire una sconfitta a tavolino contro il Paradiso per una questione legata alla visibilità delle linee del campo solleva un tema rilevante per tutto il calcio regionale: la necessità di applicare le regole con flessibilità, rispettando il contesto e promuovendo la collaborazione tra le squadre.

Le regole, naturalmente, sono essenziali per garantire l’equità e il corretto svolgimento delle competizioni. Nessuno mette in dubbio la loro importanza, soprattutto in situazioni gravi che mettono a rischio la sicurezza dei giocatori o compromettono la regolarità del gioco. Tuttavia, in circostanze organizzative come quella che ha coinvolto l’Insubrica, dove non ci sono danni diretti né rischi per l’integrità della gara, dovrebbe esserci spazio per un dialogo costruttivo e per soluzioni condivise, specialmente nel contesto del calcio regionale.

Nel caso specifico, l’arbitro ha deciso di non far disputare la partita a causa della scarsa visibilità delle linee del campo, nonostante i tentativi di ripristinarle. La Federazione ha assegnato la sconfitta all’Insubrica, ma si poteva cercare una soluzione più flessibile. La stessa Federazione aveva suggerito che il Paradiso potesse richiedere di rigiocare la partita, consentendo così di risolvere la questione sportivamente sul campo. Tuttavia, il Paradiso ha scelto di non percorrere questa strada.

In situazioni come questa, dovrebbe essere una regola primaria dare la precedenza a un dialogo corretto, educato e profondamente sportivo. Le squadre, invece di subire decisioni drastiche, dovrebbero avere l’opportunità di collaborare per trovare una soluzione che permetta di disputare la partita sul campo. Questo non solo rispetterebbe lo spirito sportivo, ma valorizzerebbe anche l’impegno delle persone coinvolte, che spesso sacrificano tempo e risorse per portare avanti le loro società.

Il calcio regionale è, in fondo, una vera e propria comunità. Giocatori, allenatori, presidenti, dirigenti, ma anche magazzinieri e preparatori fisici, nella loro storia calcistica ticinese, si conoscono per la maggior parte molto bene. Si trovano ogni weekend sui campi, condividendo esperienze e sfide. Perché, quindi, non lavorare insieme per l’interesse comune dello sport e di ciò che può offrire? Il calcio è un potente strumento di unione, di crescita personale e comunitaria, e dovrebbe sempre essere gestito con questo spirito collaborativo.

Tuttavia, se la via del dialogo non porta a risultati concreti, o se le motivazioni delle persone coinvolte diventano troppo soggettive o per interessi personali, perdendo di vista il principio della collaborazione, allora è assolutamente corretto applicare le regole con rigore. Le regole esistono per garantire equità e devono essere applicate quando la collaborazione non è più possibile o quando una delle parti non è disposta a trovare una soluzione equa.

È fondamentale sottolineare che questo testo non è contro l’Insubrica, il Paradiso o la Federazione, ma è solo a favore di un calcio e di uno sport che uniscono e non che separano. Il calcio regionale non è solo competizione, ma è anche uno spazio in cui la comunità si ritrova, collabora e cresce insieme. Se il rispetto delle regole è imprescindibile, altrettanto importante è promuovere un dialogo che metta al centro il bene comune e il rispetto reciproco. Prima di applicare una sanzione, dovremmo sempre dare spazio a una comunicazione collaborativa e sportiva, che tenga conto dei sacrifici e dell’impegno di tutti. Solo quando questa via fallisce, diventa giusto applicare le regole come ultima risorsa per garantire l’equità.

Quanto scritto è frutto delle sensazioni di un allenatore, che si è messo nei panni di un mister che perde a tavolino in una situazione del genere. Ci piacerebbe che anche tu, sportivo che leggi, provi ad immaginare quanto sia difficile da digerire. L’amarezza e la frustrazione che si prova in questi casi sono facilmente comprensibili per chiunque abbia vissuto il campo e sappia quanto impegno e passione ci siano dietro ogni partita. Proprio per questo è essenziale promuovere una gestione più umana e collaborativa delle questioni organizzative, senza mai perdere di vista i valori che lo sport dovrebbe rappresentare.

Walter Savigliano, Direttore di Chalcio.com

1 commento

Chore Calderon
Chore Calderon 18 Ottobre 2024 - 18:39

Finche ci sono squadre che guardano il loro interessi come il paradiso il calcio regionale nn andrà mai a svilupparsi anzi…. ma solo a guardare li interessi di ogni club .anche la federazione nn so come faccia accettare certe questioni

I commenti sono chiusi

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error: Ciao, non è possibile copiare il testo. I testo che leggi è creato da giornalisti che impiegano tempo per farlo. Se lo fai anche tu ci saranno più testi diversi che i lettori potranno leggere. Ciao!?
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