Challenge League, un Bellinzona troppo timido e con poche idee viene ribaltato e steso dal talento di Valmir Matoshi

Dopo quarantacinque minuti di nulla assoluto, il confronto all’ombra dei Castelli si infiamma in avvio di ripresa con il vantaggio di Rodrigo Pollero, al quale risponde in sequenza un’incredibile tripletta di Valmir Matoshi, che indirizza la sfida sui binari voluti dalla formazione proveniente dall’Oberland bernese. Al triplice fischio finale di Maxime Odiet, a gioire è solamente il Thun, che s’impone con merito su un Bellinzona troppo timido e con poche idee

Un inizio equilibrato sotto tutti i punti di vista caratterizza l’anticipo televisivo del venerdì di dieci Challenge League. Nel primo quarto d’ora di gara non si registrano occasioni, né su un lato né sull’altro, ma molto ordine da ambo le parti. Ne consegue un duello non particolarmente emozionante e abbastanza soporifero. Per il primo tiro in porta, il poco pubblico presente sotto le volte dello Stadio Comunale deve attendere il ventesimo e una combinazione tra Miguel Castromán e Roland Ndongo, con quest’ultimo che conclude direttamente senza troppe pretese tra le braccia di Joël Kiassumbua. Tre giri d’orologio più tardi, Izmirlioglu s’immola per negare a Valmir Matoshi la chance di aprire le marcature dopo un pallone appoggiato di testa al talento bernese da Dimitri Oberlin e un pregevole tunnel dello stesso #35 su Guillermo Padula. La sfera è ora amministrata quasi completamente dalla squadra proveniente dall’Oberland, che mantiene l’iniziativa al cospetto di un avversario che fatica a prendere le misure, non riuscendo più a eseguire tre passaggi di fila per una buona decina di minuti. Il ritmo proposto dalle due contendenti è blando e i due estremi difensori, per niente messi in condizione di fare la differenza, vivono un tempo di totale amministrazione. Lo zero a zero al duplice fischio non fa una grinza.

Una doccia gelata per i ragazzi dell’ex-Mauro Lustrinelli e una gioia alla prima vera opportunità da rete per i protetti di Baldo Raineri. È così che si ritorna dagli spogliatoi. A seguito di un calcio d’angolo di Matteo Tosetti, preciso come al solito, si presenta una situazione un po’ caotica a centro area, con gli ospiti che non riescono a liberare la zona, consentendo a Rodrigo Pollero di girarsi e superare Mateo Matić per l’uno a zero granata. Non trascorrono che otto minuti e Leonardo Bertone si esibisce nella sua specialità, il lancio in profondità, che trova Ndongo in posizione regolare. L’attaccante si libera di Guillermo Padula, ma calcia addosso a Kiassumbua. Sulla ribattuta, il più lesto ad avventarsi sulla sfera è Matoshi, che anticipa di netto Tommaso Centinaro e insacca con un morbido esterno destro il pallone dell’uno a uno. Sulle ali dell’entusiasmo, i biancorossi (questa sera di viola vestiti) ribaltano completamente la situazione a loro favore una volta oltrepassata l’ora di gioco. Ndongo viene lanciato sulla fascia, serve l’accorrente capitano Bürki, che dal canto suo appoggia a lato per un liberissimo Matoshi. Il giovane esterno offensivo s’incarica della conclusione dal limite, la quale viene deviata in partenza da Guillermo Padula non lasciando scampo a Kiassumbua. Al sessantacinquesimo, l’estremo difensore bellinzonese non fa per nulla una bella figura, facendosi passare il pallone tra le gambe a seguito di un tiro dall’interno dell’area di un Matoshi in gran spolvero. Per il 19enne talento, quelli odierni sono i primi sigilli personali della stagione.

Forte del tris messo a segno nel breve volgere di nove giri di lancetta, il Thun controlla agevolmente il corso della partita e, come capitato nella prima frazione, non lascia granché a Dragan Mihajlović e compagni che, eccezion fatta per il gol che ha aperto le danze, non offrono una prestazione da ricordare negli annali. Gli istanti conclusivi di un match che ha già detto tutto trascorrono senza particolari sussulti. L’uno a tre del novantatreesimo rende giustizia alla migliore prova fornita dai confederati, capaci di replicare il successo casalingo della scorsa settimana sullo Sciaffusa, che sarà il prossimo e ultimo avversario del girone d’andata del Bellinzona fra sette giorni sul sintetico della wefox Arena.

***

dieci Challenge League 2022-2023, 17a giornata – Stadio Comunale, Bellinzona – 1’031 spettatori

AC Bellinzona vs FC Thun 1-3 (0-0)

Reti – 48′ Rodrigo Pollero 1-0, 56′ Valmir Matoshi 1-1, 61′ Valmir Matoshi 1-2, 65′ Valmir Matoshi 1-3.

Ammoniti – 16′ Dimitri Oberlin, 69′ Andrea Padula.

Espulsi – nessuno.

AC Bellinzona (4-2-3-1) – Joël Kiassumbua – Andrea Padula (76′ Trésor Samba), Guillermo Padula, Serkan Izmirlioglu, Gaetano Berardi – Tommaso Centinaro, Dragan Mihajlović – Matteo Tosetti (64′ Mehmet Manis), Sergio Cortelezzi, Thomás Chacón (86′ Bruno Morgado) – Rodrigo Pollero. Allenatore: Baldassarre Raineri.

FC Thun (4-4-2) – Mateo Matić – Lucien Dähler (80′ Nicolas Lüchinger), Jan Bamert, Nicola Sutter, Marco Bürki – Leonardo Bertone, Valmir Mitoshi (80′ Alexandre Jankewitz), Miguel Castromán, Daniel Dos Santos (67′ Fabian Rüdlin) – Dimitri Oberlin (85′ Gabriel Kyeremateng), Roland Ndongo (67′ Nias Hefti). Allenatore: Mauro Lustrinelli.

Arbitro – Maxime Odiet /// Assistente 1 – Devis Dettamanti /// Assistente 2 – Christophe Loureiro /// Quarto ufficiale – Mujo Dedukić.

1 commento

Anonimo 18 Novembre 2022 - 21:19

Squadra senza idee, confusione totale, ci sono giocatori che non sanno cosa fare in campo, senza collettivo, senza mordente, troppi passaggi sbagliati, non tutti lottano, così non si va lontano, direzione dalla panchina disastrosa, troppa fatica ad arrivare in porta, attacco inesistente, tutto da rifare.
Se si vuole veramente tentare di salire, almeno 4 innesti di valore e cambiare allenatore.

I commenti sono chiusi

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