Emilio Scossa-Baggi e Michele Clerici, portavoce del gruppo dei firmatari, rispondono alla presa di posizione pubblicata dalla Federazione Ticinese di Calcio il 4 agosto. Nel nuovo documento confermano la disponibilità a partecipare all’incontro del Comitato previsto per il 25 agosto e annunciano l’invio della documentazione agli organi competenti.
GIUBIASCO – Prosegue il confronto tra la Federazione Ticinese di Calcio e il gruppo di arbitri che aveva presentato una dichiarazione di sfiducia nei confronti della conduzione della Sezione arbitrale.
Dopo la risposta della FTC del 4 agosto e le successive dichiarazioni pubbliche, Emilio Scossa-Baggi e Michele Clerici hanno diffuso un nuovo comunicato nel quale precisano la loro posizione e contestano diversi passaggi della ricostruzione federativa.
Le affermazioni, le contestazioni e le valutazioni riportate nel documento appartengono ai firmatari e non sono state verificate autonomamente da Chalcio.com. Per garantire una rappresentazione fedele della loro posizione, pubblichiamo di seguito il comunicato nella sua forma integrale, senza modificarne il contenuto.
Il comunicato integrale
COMUNICATO STAMPA
Spett.le Federazione Ticinese di Calcio
Alla cortese attenzione del Presidente e dei membri del Comitato
Via Campagna 2E
6512 Giubiasco
E, per conoscenza:
Commissione Arbitri ASF
Referee Department ASF
Swiss Sport Integrity
OSSERVAZIONI E PRECISAZIONI
in merito alla presa di posizione della FTC del 4 agosto 2026 e alle successive dichiarazioni pubbliche
Egregio Signor Presidente, egregi membri del Comitato,
abbiamo riflettuto attentamente sull’opportunità di replicare. Era pieno diritto del Comitato FTC respingere le nostre valutazioni. Abbiamo tuttavia deciso di intervenire ancora perché, dopo nove pagine di risposta e le successive dichiarazioni pubbliche, il cuore della nostra dichiarazione di sfiducia continua, a nostro giudizio, a non avere trovato una risposta.
Premessa
Desideriamo innanzitutto precisare che la risposta citata del Presidente non è mai pervenuta ai diretti destinatari: da parte nostra, è stato necessario recuperarla attraverso i mass media. Una svista, forse?
Inoltre, da quanto emerge dal comunicato della FTC, sembra che il Presidente Avv. Biancardi non abbia ancora compreso un punto fondamentale: i due portavoce del gruppo di arbitri firmatari non sono i promotori dell’iniziativa, bensì semplicemente i rappresentanti incaricati di esprimere la posizione dell’intero gruppo, del quale fanno parte anche loro.
La nostra iniziativa riguardava la fiducia nella conduzione della Sezione arbitrale. La presa di posizione della FTC e del suo Presidente, Avv. Biancardi, dedica invece ampio spazio all’ex convocatore Michele Clerici, alle sue modalità di lavoro, alla precedente gestione e perfino alle prestazioni arbitrali di Emilio Scossa-Baggi. In altri termini, avete risposto soprattutto con argomentazioni nemmeno citate da parte nostra e concernenti essenzialmente le persone designate quali interlocutori portavoce, non o ben poco alle questioni sollevate.
Nessuno ha chiesto il ritorno di Michele Clerici nel ruolo di convocatore. Nessuno ha chiesto di ripristinare il precedente sistema, né intende difenderne eventuali errori o privilegi. Per questo una parte consistente della risposta sembra costruita attorno a una richiesta che non è mai stata formulata.
Noi non vogliamo tornare indietro. Vogliamo andare avanti, ma verso un sistema migliore: più trasparente, più collegiale, più uniforme nell’applicazione delle regole e capace di mantenere un rapporto di fiducia con gli arbitri. Le criticità del passato non rendono automaticamente corretta ogni scelta del presente.
La spaccatura nel movimento arbitrale è chiara, netta, ed importante nei numeri. Mai una cosa del genere era successa con le precedenti gestioni, e nemmeno nel panorama calcistico svizzero. Il Presidente ha dichiarato che le sottoscrizioni sarebbero «al massimo una quindicina». Resta quindi da comprendere su quali elementi oggettivi si fondi una quantificazione pubblica tanto precisa quanto minimizzante: l’elenco completo non è mai stato visionato dalla FTC, sebbene abbiamo offerto loro per iscritto questa possibilità a partire dal 03.08.2026 presso la sede della FTC, previa non divulgazione dello stesso. Confermiamo che il numero dei firmatari arriva pressoché alla sessantina di arbitri, tra cui la maggior parte attivi ed operanti nei campionati di 2 inter, 2a, 3a, 4a Lega, è documentabile e sarà messo a disposizione dell’ASF e del Swiss Sport Integrity. Una grande percentuale, quindi, di quei fischietti che ogni settimana sostengono col loro operato la buona riuscita dei campionati a marchio FTC. Il numero dei firmatari è sostanziale e, nell’interesse anche della FTC e delle società iscritte, è necessario trovare una soluzione condivisa. I campionati potrebbero riscontrare un grave problema di organico qualora la situazione non venga affrontata tempestivamente da parte della Federazione.
Anche il richiamo al numero elevato di gare dirette da alcuni arbitri e agli scambi di designazione non dimostra, da solo, l’esistenza di favoritismi. La stessa FTC riconosce una carenza di arbitri: chi offre maggiore disponibilità, accetta sostituzioni e opera in più categorie accumula inevitabilmente più gare. Se la nuova gestione intende disciplinare gli scambi in modo diverso, può farlo per il futuro; non può però trasformarli, senza ulteriori elementi, nella prova retroattiva di un sistema clientelare per il quale, tra l’altro, non ha mai mosso una contestazione in passato. La Responsabile Arbitri, in carica dal 01.10.2024 non ne era sinora al corrente? Il Presidente FTC non sapeva? I loro ruoli imporrebbero il contrario.
È sui fatti, quindi, che desideriamo riportare il confronto.
La FTC afferma che un membro dimissionario avrebbe lasciato la Commissione per motivi personali. La sua lettera in nostro possesso dice altro. Richiama il rispetto uniforme delle regole, l’esemplarità di chi è chiamato a farle osservare e la gestione di una specifica gara di preparazione: la medesima amichevole Under 19 oggetto della nostra segnalazione.
Non siamo quindi noi ad attribuire a quelle dimissioni un significato gestionale. È il diretto interessato a collegarle, per iscritto, a quell’episodio e ai principi che riteneva fossero stati disattesi. Ridurre tale decisione a «motivi personali» non riflette il contenuto del documento, anzi pone un dubbio sulla veridicità delle affermazioni fatte dal Presidente FTC nel suo lungo comunicato.
La stessa gara viene descritta nella vostra risposta come organizzata all’ultimo momento, con la conseguente necessità di reperire rapidamente una terna. La documentazione in nostro possesso mostra invece che l’incontro era programmato con anticipo, che la società aveva richiesto soltanto l’arbitro centrale e che su ClubCorner risultava designato un unico ufficiale di gara. I due assistenti presenti sul terreno non figuravano nella convocazione ufficiale e neppure nei sistemi. Tra l’altro, non avevano mai passato i test atletici obbligatori per quel tipo di gara, e la loro età supera quella massima permessa per il ruolo.
Se la terna era obbligatoria, perché la designazione ufficiale riportava soltanto l’arbitro centrale? Perché non figuravano nei sistemi ufficiali? E perché l’incontro viene presentato come improvviso, se era stato programmato con anticipo? Il tema non è la loro esperienza personale, dove si indica uno dei due assistenti come ex-assistente di LNB — circostanza peraltro non corrispondente al vero per uno dei due —, ma la procedura seguita. Si fa rilevare che la società ospitante ha indennizzato solo l’arbitro, come mai la FTC ha indennizzato in due assistenti con il proprio denaro?
A questo episodio se ne aggiunge un secondo ancora più grave, relativo a una gara ufficiale di coppa di Seconda Lega interregionale disputata oltre Gottardo. Dopo l’indisponibilità per motivi familiari dell’assistente originariamente designato, la Responsabile Arbitri si è recata alla gara con uno degli stessi due membri della Commissione già impiegati nell’amichevole Under 19, il quale ha svolto la funzione dell’assistente assente. Alla data dell’incontro, tale persona non risultava più arbitro attivo né disponeva di una valida qualifica di assistente, né aveva superato i test atletici, ed aveva anche superato l’età massima per il ruolo. Questa condotta viola i regolamenti esistenti e mette a rischio anche la validità della gara in questione ed è sanzionabile disciplinarmente.
La documentazione ufficiale continua tuttora a indicare come presente l’assistente inizialmente designato, che in realtà non ha partecipato alla gara. La composizione effettiva della terna non coincide quindi con quella registrata nel sistema. Le prove dell’assenza, dell’identità della persona effettivamente impiegata e della sua posizione tecnica in nostro possesso saranno trasmesse all’ASF ed alla Lega Amatori per la valutazione del caso, in quanto di loro competenza giurisdizionale.
Chi ha autorizzato la sostituzione? In base a quale disposizione è stata impiegata, per una gara ufficiale, una persona priva di qualifica valida? Perché la designazione ufficiale non è stata corretta? Il ripetersi della medesima modalità, prima in un’amichevole Under 19 e poi in una gara ufficiale, rende difficile presentare il primo episodio come una singola ed eccezionale necessità organizzativa, ma pone quindi un dubbio se si tratti di una consuetudine accaduta più e più volte, e con chi.
Anche la ricostruzione di un’altra dimissione è riduttiva. La FTC parla di divergenze di vedute; la lettera del diretto interessato in nostro possesso parla invece del venir meno del rapporto di fiducia, di un clima ostile, di contestazioni ritenute infondate e di modalità di confronto incompatibili con la prosecuzione dell’incarico. Non è una differenza terminologica, ma sostanziale.
Lo stesso vale per le affermazioni riguardanti un ex istruttore. Esiste una sua comunicazione formale nella quale riferisce che la procedura aperta nei suoi confronti si è conclusa senza sanzioni e contesta la diffusione di informazioni da lui definite false o inesatte, anche verso persone estranee agli ambiti arbitrali. Non spetta a noi sostituirci al diretto interessato, ma la vicenda non può essere liquidata come priva di riscontri scritti.
La FTC afferma inoltre che la Responsabile della Sezione non si sarebbe mai autoassegnata gare. Michele Clerici contesta fermamente questa ricostruzione ed è pronto a produrre vari riscontri documentali. Da tali comunicazioni emerge che gli venivano richiesti gli elenchi delle gare di Seconda Lega interregionale e delle categorie Under 19, Under 17 e Under 16, affinché la Responsabile potesse individuare le gare di proprio interesse e indicare la composizione della terna. Anche le versioni fornite nel comunicato FTC stridono con le dichiarazioni rilasciate dall’ex-convocatore Michele Clerici, che asserisce di aver dovuto, nelle fasi iniziali della gestione della Responsabile Arbitri, aiutarla nella comprensione e nell’utilizzo del sistema informatico NIS, del quale, evidentemente, aveva ed ha ancora piena padronanza. Ci sarebbe, semmai, da chiedersi come mai non siano state proposte motivazioni valide all’esclusione immediata e forzata del Sig. Clerici dallo stesso sistema, sebbene lo stesso abbia tentato più volte di avere informazioni in merito sia dalla Sezione Arbitrale che dalla FTC.
Non chiediamo che questa versione venga accolta sulla parola. Chiediamo che venga verificata, confrontando le affermazioni con le comunicazioni, le registrazioni e le designazioni disponibili.
La medesima esigenza di coerenza riguarda la riservatezza.
Nella nostra precedente lettera avevamo richiamato una vicenda disciplinare come esempio di criticità procedurale, ma avevamo volutamente omesso il nome dell’arbitro coinvolto per tutelarne la privacy e la reputazione. Nella risposta ufficiale della FTC, invece, il nominativo viene reso pubblico e sono descritti il motivo della sanzione, il ricorso, l’annullamento della prima decisione e l’adozione di un nuovo provvedimento che, tra l’altro, è stato nuovamente contestato per altri vizi di forma, confermando la poca dimestichezza della Sezione Arbitrale con i regolamenti che dovrebbe invece far rispettare.
Ciò avviene nella stessa lettera in cui ci viene contestata la divulgazione del numero di gare dirette dalla Responsabile e vengono prospettate possibili azioni legali. La domanda è semplice: qual è il criterio? Perché il numero di gare arbitrate sarebbe un dato sensibile, mentre una vicenda disciplinare nominativa, potenzialmente ben più incisiva sulla reputazione di un associato, viene esposta in una risposta ufficiale? La riservatezza dovrebbe valere allo stesso modo per tutti. Tra l’altro, ricordiamo al Presidente Avv. Biancardi che le gare si svolgono all’aperto, e su campi anche condivisi. La presenza di un arbitro o dell’altro è nota a tutti, sia alle squadre sia agli altri arbitri ed assistenti che operano prima e dopo la gara. Non sono necessari “dati sensibili” estrapolati con chi sa quale metodo poliziesco da un sistema informatico. Le accuse rivolte alla cieca di un fatto penalmente rilevante non trovano alcuna prova a sostegno, né la Federazione ha risposto al diretto interessato quando ha chiesto, a più riprese via E-mail, prove a sostegno di questa accusa.
Le successive dichiarazioni pubbliche rendono il quadro ancora più problematico.
Il Presidente della FTC ha affermato: «Se vogliono la guerra, l’hanno avuta» e «chi vuole andarsene, se ne vada». Noi avevamo presentato una dichiarazione di sfiducia, non una dichiarazione di guerra. Un dissenso può essere respinto; difficilmente, però, si ricostruisce la fiducia invitando chi lo manifesta ad abbandonare il movimento. Le dichiarazioni del Presidente avvalorano, invece, i nostri comunicati, che indicano un clima di ferro all’interno della Sezione Arbitrale e della FTC, dove le decisioni sono prese in modo verticistico e le contestazioni non gradite.
È stata inoltre attribuita alla nostra iniziativa una matrice sessista. Respingiamo con fermezza tale lettura. Le nostre osservazioni riguardano atti, decisioni e modalità di gestione e sarebbero state identiche indipendentemente dal genere e dal ruolo della persona che ricopre la funzione. In assenza di espressioni o comportamenti concretamente discriminatori, un’accusa di questo tipo rischia di sostituire il confronto sui fatti con la delegittimazione di chi li segnala, un tentativo di sottrarsi al merito della questione spostando il focus su altri temi. Ci chiediamo quindi anche, visto che il Presidente aveva avuto “questo sentore” già da diverso tempo, come mai non abbia agito o abbia intrapreso azioni volte al chiarimento di questo tema importante in passato.
Non pretendiamo che il Comitato condivida le nostre conclusioni. Chiediamo che le questioni vengano esaminate nel merito. La porta al confronto non è chiusa, ma un incontro può avere senso soltanto se destinato a verificare i documenti e i fatti, non a ribadire giudizi già espressi sulle persone.
La documentazione completa sarà trasmessa agli organi competenti dell’ASF e di Swiss Sport Integrity, affinché possa essere esaminata con la necessaria distanza e indipendenza. Non chiediamo che ci venga data ragione a priori. Chiediamo che le diverse versioni vengano confrontate con gli atti ed i fatti a disposizione. Non utilizziamo “frasi ad effetto”, né toni interlocutori o imperativi, ma semplicemente fatti oggettivi, sin dall’inizio della nostra azione corale.
Non vogliamo tornare al passato. Vogliamo andare avanti. Ma il futuro non si costruisce trasformando una dichiarazione di sfiducia in una guerra personale, minimizzando documenti sottoscritti dai diretti interessati o applicando criteri differenti a seconda delle persone coinvolte.
Le istituzioni non si indeboliscono quando ricevono una critica. Si indeboliscono quando smettono di ascoltarla. Noi abbiamo esposto fatti, richiamato documenti verificabili e formulato domande. Ora chiediamo semplicemente che siano i documenti a parlare.
Ci teniamo quindi a concludere indicando che, da ora in poi, limiteremo le nostre azioni e comunicazioni agli organi predisposti, che sono già stati informati sin dall’inizio della vicenda, nel pieno rispetto dei regolamenti vigenti in materia.
Come indicato dal Presidente Avv. Biancardi, confermiamo la disponibilità dei due interlocutori portavoce nel partecipare all’incontro del Comitato della FTC il prossimo 25.08.2026.
Riteniamo che una composizione tempestiva della questione sia nell’interesse di tutte le parti – arbitri, società, Federazione e campionati – e restiamo disponibili a contribuire a un percorso di soluzione condivisa. Il protrarsi della situazione rischierebbe inevitabilmente di ripercuotersi sull’intero movimento calcistico ticinese, un esito che nessuna delle parti coinvolte auspica.
Distinti saluti
Emilio Scossa-Baggi e Michele Clerici
Portavoce per conto del gruppo dei firmatari
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