Alle nostre latitudini, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus sta regredendo di giorno in giorno. Pur mantenendo la massima attenzione a ciò che si fa quotidianamente, c’è un cauto ottimismo sul fatto di riuscire a tornare a una certa normalità nel breve termine
La data del 26 aprile 2020 è quella scelta dal Consiglio Federale per avviare le procedure di riapertura (con ovvia cautela) delle varie attività. Tra queste vi è senza dubbio il mondo del pallone, che, pur non avendo il riscontro di altri campionati europei, genera introiti importanti per la nazione. Per questo motivo, è pensabile che, a partire da maggio, le squadre professionistiche torneranno ad allenarsi e il mese successivo a sfidarsi (a porte chiuse), in modo da concludere una stagione che rimarrà negli annali e nei libri di storia.
E il calcio regionale cosa centra in tutto ciò? I giocatori amatoriali, ossia che fanno del calcio la loro passione, sono più numerosi di quelli che vivono esclusivamente con il pallone tra i piedi. In uno dei suoi ultimi comunicati, l’Associazione Svizzera di Football (ASF) si è detta fiduciosa sulla ripresa delle attività, anche se le modalità sono tuttora sconosciute. Allora, perché non agire come fatto (con un certo «trambusto») in Scozia? Nel Paese britannico si è svolta una votazione tra tutti i club dei quattro maggiori tornei nazionali per decretare la conclusione anticipata della stagione di Championship, League One e League Two. Solamente la Premiership, per chiare ragioni economiche, rimarrebbe in vita fino a quando si potrà. Per problemi legati alla trasmissione del voto di una sola società (il Dundee United) la decisione definitiva si protrarrà. Tuttavia, anche in Svizzera e in Ticino si potrebbe pensare a un’azione del genere. Soprattutto per sapere cosa ne pensa la maggior parte dei club interessati.
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