Calcio giovanile: grave fatto molto spiacevole in un campionato Allievi C, giovane arbitro aggredito

Grave fatto contro un arbitro negli allievi C

Nell’ultima giornata di un campionato Allievi C si è verificato un episodio che non dovrebbe mai trovare spazio su un campo di calcio, tanto meno in una partita di ragazzi di 13-14 anni.

Giubiasco – Ci sono episodi che nessuno vorrebbe mai raccontare, soprattutto quando avvengono nel calcio giovanile. Nell’ultima giornata di campionato di una categoria Allievi C, volutamente senza indicare partita e girone, si è verificato un fatto grave e molto spiacevole: durante l’incontro, una persona è scesa in campo e ha aggredito un giovane arbitro di appena 18 anni.

Un fatto che non dovrebbe mai succedere. Non nel calcio dei ragazzi, non su un campo dove si dovrebbe insegnare rispetto, crescita, educazione e passione sportiva, insomma mai. Ed è proprio questo l’aspetto più pesante di tutta la vicenda: parlare di un’aggressione in una partita di tredicenni e quattordicenni è qualcosa che va ben oltre il risultato, oltre la competizione e oltre qualsiasi giustificazione.

A confermare l’episodio è stato il responsabile della Federazione, Silvano Beretta, che ha riferito come la situazione sia stata presa in carico e che sia stata aperta un’inchiesta presso l’avvocato Rotanzi. Saranno quindi i prossimi passaggi a chiarire i risvolti di questa vicenda, che resta in ogni caso grave e profondamente spiacevole.

Va anche detto che, secondo quanto emerge dai controlli effettuati regolarmente dai responsabili Fair Play presenti sui campi del calcio giovanile ticinese, queste situazioni sarebbero in netto miglioramento. Ed è un dato importante, perché racconta un lavoro che esiste e che in molti casi sta andando nella direzione giusta. Proprio per questo, ci si augura che quanto accaduto resti davvero un episodio isolato.

Ma un caso isolato non significa un caso da sottovalutare. Al contrario. Episodi come questo devono ricordare a tutti quanto sia delicato il compito educativo che ruota attorno al calcio giovanile. Allenatori, dirigenti, genitori, accompagnatori, pubblico: ogni adulto presente attorno a un campo è osservato dai ragazzi, e ogni comportamento lascia un segno.

Il calcio giovanile deve restare un luogo in cui si cresce con rispetto verso se stessi, verso i compagni, verso gli avversari e verso l’arbitro. Perché senza questo, il risultato perde valore. E perché nessun ragazzo, né in campo né con il fischietto in mano, dovrebbe mai trovarsi a vivere una scena del genere.

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