Una prima parte di stagione da incorniciare per le categorie giovanili del Rapid Lugano: due campionati vinti e un terzo posto nell’altra.
Ma dietro i numeri c’è soprattutto un’idea chiara: migliorare i ragazzi, uno per uno, e creare un percorso che li avvicini al calcio degli attivi. Ne abbiamo parlato con il responsabile tecnico del settore giovanile.
Due categorie su tre vincenti e un terzo posto: ve lo aspettavate?
”Era un pensiero ambizioso, quindi no: non ce lo aspettavamo fino a questo punto. Sapevamo però di avere un gruppo molto forte, soprattutto in una delle categorie, e di poterci giocare le nostre carte. Sicuramente è una grande soddisfazione.”
C’è rammarico per non aver vinto “tutto”?
”No, assolutamente. Siamo in età di formazione: vincere fa piacere, conta, ma non è l’obiettivo principale. Non c’è delusione per non aver vinto tre campionati su tre.”
Nel girone di ritorno puntate a ripetervi?
”Noi puntiamo sempre a migliorarci, sia come collettivo che come singoli. Partiamo con l’ambizione di fare bene: se vinciamo siamo contenti, se non vinciamo analizzeremo aspetti positivi e negativi e continueremo a lavorare.”
Al di là del campo: quali erano gli obiettivi a inizio stagione?
”La priorità era avere continuità nelle tre categorie e mantenere le squadre nel livello giusto. Ma soprattutto: lavorare più sul giocatore che sul risultato. Il nostro obiettivo è formare al meglio ogni ragazzo e portarlo al suo massimo livello, che sarà diverso per ognuno.”
Quanto è importante creare un percorso verso la prima squadra?
”È fondamentale. Vogliamo che la prima squadra possa attingere dagli Allievi: vedere ragazzi formati qui, con appartenenza al territorio e alla maglia, che arrivano a giocare in seconda lega… vale quanto un campionato vinto.”
Avete già integrato qualcuno con gli attivi?
”Sì, e questa è una delle soddisfazioni più grandi. In questa prima parte di stagione diversi ragazzi si sono allenati o sono stati coinvolti con la prima squadra, alcuni anche in modo stabile e qualcuno è arrivato a fare minuti importanti. Questo dà senso a tutto il lavoro.”
A livello di gioco siete soddisfatti di quanto espresso?
”Sì. Tutte le squadre lavorano con una struttura chiara e obiettivi tecnici, tattici, fisici e mentali allineati. Ci sono partite migliori e altre meno, ma le nostre squadre hanno mostrato una buona qualità di gioco nelle diverse fasi.”
Parlando di formazione: quali aspetti curate di più?
”Nel calcio ci sono quattro componenti: tecnico, tattico, condizionale e mentale. In età giovanile l’aspetto mentale è tra i più difficili da allenare, ma anche tra i più importanti.”
Fair play e disciplina: com’è andata?
”Mi fa piacere che venga chiesto, perché ci teniamo. In generale siamo andati molto bene: in alcune categorie siamo stati tra le migliori squadre anche per punti fair play. Dove possiamo crescere ancora è nella gestione delle emozioni in certi momenti della partita. Ma nel complesso è stata una prima parte positiva.”
Vuoi aggiungere un messaggio finale?
”I risultati arrivano anche perché abbiamo staff preparati e ragazzi bravi, inutile negarlo. Il mio compito è dare linee guida su struttura, pianificazione e metodologia: niente inventato, ma lavoro serio e coerente. Poi certo: anche con giocatori e staff forti, nulla è scontato. Bisogna continuare a lavorare.”

