L’emergenza causata dal Coronavirus sta influendo fortemente sulle finanze dei club di Brack.ch Challenge League, tanto da mettere a rischio l’esistenza dei sodalizi «più deboli»

Come racconta il Blick in un interessante articolo di analisi della particolare periodo storico che stiamo vivendo, le società della categoria cadetta si trovano confrontati con numerosi problemi.

Se i club di Raiffeisen Super League perdono una cifra spropositata (fino a 1 milione di franchi), i dieci della seconda serie del pallone rossocrociato non ricevono introiti di valore diverso, ma sempre importante.

È il caso del Kriens, i cui responsabili hanno spiegato che «non solo fa male, se non possiamo giocare la nostra esistenza è influenzata». Le perdite economiche per il solo mese di marzo si attestano sui 100’000 franchi. Se ad aprile non si tornerà a giocare, qualcuno dovrà trovare una soluzione per ovviare a tutto ciò.

Il prossimo esempio preso in considerazione ci riguarda da vicino e concerne il Chiasso. Al Riva IV i soldi persi vanno dai 10’000 ai 20’000 franchi a gara. Qualora la situazione non si sbloccasse, il direttore generale rossoblù Nicola Bignotti ha spiegato senza mezzi termini che per noi «sarebbe insopportabile».

Il terzo club preso in considerazione è il Wil. Il suo Presidente Maurice Weber ha proposto che il deficit a cui saremmo confrontati «potrebbe venir compensato con vari eventi per famiglie e bambini». Le entrate del club sangallese rappresentano circa il 10% del budget, mentre le voci principali sono le sponsorizzazioni e le entrate dai trasferimenti.

Sul Lago Lemano, Hiraç Yagan, direttore sportivo dello Stade-Lausanne-Ouchy, ha affermato: «I grandi club hanno grandi preoccupazioni, le piccole società ne hanno di piccole». I vodesi potrebbero riuscire a pagare gli stipendi, anche perché possono contare su Vartan Sirmakes, mecenate che sostiene con il suo patrimonio il sodalizio biancorosso. Una realtà particolare all’interno di una categoria confrontata con svariati problemi di diversa natura.