ACB: La lucidità ancora non c’è, ma i tre punti sono preziosi

scritto da Davide Perego

di Paolo Galli

È un Bellinzona ancora in divenire, o perlomeno lo speriamo. Per rincorrere il San Gallo, per distaccarsi da Chiasso e Aarau, il minimo non potrà più essere sufficiente. Sì, perché i granata ieri contro il Nyon si sono accontentati del minimo: sufficiente, ma nulla più. Per conquistare i tre punti, il Bellinzona si è fatto bastare una bella idea di Yakin e un erroraccio di Kostadinovic, e poi è stato graziato dalla scarsa abilità in fase di conclusione dei vodesi. Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati, ma per lo spettacolo occorre semmai tornare più in là…
Andermatt ha puntato tutto, perlomeno sulla carta, sulla qualità a ritmi lenti dei vari trequartisti a disposizione, Neumayr, Yakin e Sermeter, aggiungendo Ciarrocchi a sinistra a supporto dell’unica punta Magnetti. Inspiegabilmente però, vista la qualità in campo e la presenza del vento, il Bellinzona si è espresso con eccessiva insistenza attraverso lanci di media gittata, senza approfittare del suo palleggio, ovverosia quella che dovrebbe essere la vera arma in più nel girone di ritorno. Perché? «Non è stato facile costruire; abbiamo avuto qualche problema – spiega il tecnico dei granata – In tutti i casi era la prima partita del ritorno: non è mai facile ritrovare il ritmo della competizione. Detto questo, possiamo migliorare ogni fase del nostro gioco. Intendiamoci, sono contento dei tre punti, ma non della partita».

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