Il ritorno alle competizioni ufficiali del Taverne ha avuto luogo lontano dal Ticino, e più precisamente nella Svizzera orientale, dove i gialloneri hanno affrontato l’Uzwil
Al termine della prima fatica della seconda parte di stagione, abbiamo contattato mister Damiano Meroni per la consueta intervista-analisi del post-partita. Ecco, di seguito, le sempre interessanti sensazioni forniteci dal condottiero delle Aquile luganesi.
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Un Taverne che rientra da Uzwil con un punto, pareggiando 2:2 dopo essere stato in vantaggio di due reti. Darà fastidio essere rimontati, ma è sempre un buon punto conquistato fuori casa…
«Diciamo che le nostre prime tre partite sono un trittico non da poco: Uzwil, Gossau e Paradiso. Di conseguenza, prima della partita in trasferta, il punto era il minimo che volevamo ottenere. Possiamo dire, per come si era sviluppata e grazie a 75’ ottimamente interpretati, siamo andati vicini a farne tre. Fastidio essere rimontati? Ci sta che la squadra che è sotto nel risultato tenti il “tutto per tutto” gli ultimi 15 minuti, dà più fastidio che tra il 46’ e il 75’ abbiamo avuto azioni offensive e occasioni, mancando in modo abbastanza grottesco la rete in tre momenti. Non chiudiamo le partite, ma di questo non è responsabile l’avversario, siamo noi che dobbiamo essere più determinati, concentrati e decisi, aggiungendo la precisione».
L’Uzwil è sempre una squadra ostica da affrontare…
«Vero, loro sono ben organizzati, militano da anni in questa categoria, alternano gioco fisico a buona tecnica, sono combattivi molto presenti e ce l’hanno dimostrato fino al novantaquattresimo».
Possiamo dire che il ritorno alle competizioni sia stato positivo (considerando che avevate qualche assenza «di peso» come Michael Kabamba, Niccolò Di Benedetto e Dušan Cvetković)?
«Si può dire così. Chi ha intrapreso la trasferta ha portato più positività possibile per ottenere la posta piena. L’attitudine è stata positiva da parte di tutti i giocatori.
Come dicevo prima, dovremo a breve e per tutto il resto del girone di ritorno andare a trovare il “nostro limite” individuale e di squadra, ripetere difensivamente la prestazione proposta per 75’ a Uzwil, e avere quel “killer instinct” sotto porta, quella capacità di “estrarre” il 100% del potenziale nei momenti che contano. Tutto questo è [ovviamente] più facile a dirsi che a farsi».
E sabato pomeriggio al Comunale arriva il Gossau…
«Esatto, con noi nel centro-classifica (peraltro molto corta), il Gossau è una squadra per certi versi simile all’Uzwil, ma per continuare a inseguire i nostri obiettivi dovremo cercare di andare a punti anche contro di loro».
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