
Il primo derby luganese della stagione agonistica 2022-2023 di Prima Lega Classic è stato proposto sul terreno sintetico del Campo Comunale di Taverne tra i locali gialloneri e il Paradiso
Alla conclusione della sfida, terminata con il successo in rimonta dei padroni di casa (2-1), ci siamo rivolti come di consueto al condottiero delle Aquile, mister Damiano Meroni, per l’altrettanto abitudinaria intervista del post-partita. Ecco cosa ha evidenziato per noi il condottiero della neo-promossa.
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Prima vittoria casalinga in questa Prima Lega Classic (pure premiata con la consegna del gagliardetto da parte del delegato della Lega Amatori, Avv. Luca Zorzi) non contro un avversario qualsiasi, e per di più in un derby…
«Una domenica perfetta per noi. Un premio simbolico consegnato che va a tutti i partecipanti della stagione scorsa in Seconda Interregionale, un derby vinto davanti a 400 spettatori, un avversario che comandava la classifica e aveva conquistato nove punti in tre partite e mettere in classifica tre punti quasi allo scadere dei novanta minuti. Chiedere di più, effettivamente, sarebbe troppo».
Dunque, avete appreso dall’ultima trasferta di Gossau, dove dopo 23’ eravate sotto 3-0…
«È quello che volevamo fare, essere subito in partita e lo abbiamo fatto. E questo pur avendo subìto la prima rete su palla ferma dopo nove minuti, più per bravura loro che per mancanza nostra, ma dopo sei minuti andavamo già a recuperare il risultato, con una bella azione corale.
Poi, il Paradiso ha avuto una supremazia territoriale fino alla pausa, dove ha dimostrato di essere una squadra di valore e con individualità sopra la media. Ma la nostra compattezza, la comunicazione e la complicità di squadra è stata diversa rispetto al sabato precedente. E così alla pausa si va sull’uno a uno».
Nel secondo tempo l’equilibrio è continuato a regnare?
«In generale si, anche se probabilmente abbiamo tenuto di più la palla noi nella metà campo avversaria, con loro pericolosi ogni volta che ripartivano. Un plauso va però alla nostra fase difensiva, dove tutti gli undici giocatori si sono sentiti coinvolti, e hanno partecipato da squadra, a controbattere le loro azioni offensive».
E con un finale a vostro favore (rigore allo scadere)…
«Loro hanno fatto dei cambi e modificato il modo di stare in campo, cercando di vincere la partita. Noi abbiamo fatto l’identica cosa due minuti più tardi, con l’entrata di Francesco Fontana e Federico Novaresi, con quest’ultimo che ha conquistato il rigore realizzato da Dušan Cvetković allo scadere. Questa volta è andata bene a noi…».
A questo punto la classifica si apre a altri scenari. La distanza dalla vetta, dove siete affiancati a quota 7 dal Grasshopper II, comandata da Lugano II, Tuggen e Paradiso, si è assottigliata a due punti…
«Già nei nomi delle squadre nella domanda, vi sono le risposte. Dopo quattro turni, noi siamo il nome che si trova lì un po’ in modo inaspettato. D’altronde mancano “solo” 26 partite… Godiamoci il momento, nulla più.
Squadre di tradizione come Tuggen, e di “sostanza” e qualità come Paradiso o Lugano II faranno probabilmente un campionato a sé, mentre i nostri scenari rimangono quelli pianificati a inizio stagione, ossia cercando di fare crescere in fretta la gioventù in squadra, sotto il piano fisico, della personalità, dell’equilibrio e della costanza, sia nel lavoro in settimana che durante le partite, con l’aiuto degli elementi più “navigati”».
(nella foto, da sinistra: il Presidente delle Aquile Carlo Burà, il capitano giallonero Michael Kabamba e il delegato della Lega Amatori, Avv. Luca Zorzi, alla consegna del gagliardetto per il successo ottenuto la scorsa stagione dall’AC Taverne)
