5L-1: Arzo e coronavirus, il presidente Fumagalli “Annullare i campionati? Sono d’accordo”

scritto da Roberto Colombo

Il numero uno rossonero: «Sono certo che ne usciremo, ma ci vorrà tempo e lo faremo non senza difficoltà. Anche il calcio e lo sport avranno un ruolo importante nella ricostruzione»

ARZO – Il nostro viaggio di opinioni su come le squadre del calcio regionale stanno vivendo l’emergenza coronavirus passa oggi per Arzo, popoloso quartiere collinare ricoperto di vigneti situato nella zona occidentale del comune di Mendrisio, nella regione del Monte San Giorgio al confine con l’Italia. Abbiamo intervistato Giovanni Fumagalli, numero uno dei rossoneri che militano attualmente nel campionato di Quinta Lega (Gruppo 1).

CHALCIO: Ciao Presidente, vorrei iniziare anche con te con una tua personale riflessione sull’emergenza coronavirus?

Giovanni Fumagalli: «È una situazione imprevista, ma soprattutto grave. Ha toccato in maniera importante l’ambito della salute, quello professionale e finanziario. Sono certo che ne usciremo, ma ci vorrà tempo e lo faremo non senza difficoltà. Il coronavirus ci ha portato a riflettere su quanto possiamo essere vulnerabili. La mia speranza è che possa anche insegnarci qualcosa per il futuro, in relazione allo stile di vita che avevamo e che credo debba essere in parte corretto».

CHALCIO: Non terminare gli attuali campionati cosa significherebbe?

Giovanni Fumagalli: «Significherebbe che abbiamo capito qualcosa e che finalmente ragioniamo. Le cose importanti sono altre, le priorità in questo momento anche. Lo sport riprenderà e deve riprendere con i suoi tempi, insieme a tutto il resto, quando sarà il momento».

CHALCIO: Immaginiamo. Il peggio è alle spalle. Ricominciano allenamenti, partite, buvette, cene e pizzate. Secondo te, dal punto di vista psicologico, cambierà qualcosa nel rapporto con i propri compagni o avversari? Avremo paura ad avvicinarci? Oppure sarà tutto normale e come prima?

Giovanni Fumagalli: «All’inizio non sarà semplice relazionarsi gli uni con gli altri e non credo che ci comporteremo come prima. Dovrebbe esserci un giusta presa di coscienza, almeno sino a quando la pandemia non sarà completamente finita. Poi, con il passare del tempo, piano piano torneremo alla normalità, anche nei contatti con le altre persone».

CHALCIO: Lasciamoci con un tuo messaggio positivo…

Giovanni Fumagalli: «L’augurio, rivolto ovviamente a tutti, è quello di poter stare bene, di ritrovare la propria quotidianità, la propria vita professionale e poter ridisegnare con coscienza e serenità il futuro, soprattutto dei nostri giovani e dei nostri figli. In tutto questo credo che anche il calcio e lo sport dovranno avere (e avranno) il loro giusto ruolo».

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